Politica

Governo 2018: Mattarella propone una tregua

Il Presidente della Repubblica Mattarella ha fornito la sua soluzione al problema delle consultazione, un governo neutrale con il compito di traghettare il paese fino a Dicembre. La condizione necessaria perché si verifichi questa opportunità è l’individuazione di una maggioranza, l’alternativa il voto. Oggi fin dal primo mattino tutte le forze parlamentari, compresi i Presidenti della Camera e del Senato, si sono succeduti al colle per confrontarsi col Capo dello Stato, il terzo giro di consultazioni non è stato però risolutivo e si concluso con un ulteriore tuffo nell’acqua. Il Capo dello Stato ha avanzato allora la sua proposta di un esecutivo tecnico, anche se questo termine oggi viene accuratamente evitato, per guidare l’Italia verso la prossima tornata elettorale, garantendo nel frattempo gli adempimenti economici.

Il governo dovrà ricevere però la fiducia dai partiti, una votazione il cui esito negativo è dato per scontato date la posizioni contrarie del Movimento 5 stelle, Fratelli d’Italia e Lega. Il governo neutrale è la soluzione avanzata dal Presidente della Repubblica per superare lo stallo istituzionale degli ultimi due mesi, l’unica condizione ideale per dare un governo al paese, almeno per un breve arco temporale. Una scelta strategica che in caso di sfiducia, e quindi di fallimento, ricadrebbe sulle spalle dei partiti, costretti a quel punto ad addossarsi le colpe dinanzi agli elettori. Verificata l’impossibilità dell’individuazione di una maggioranza questa appare l’unica soluzione possibile, o perlomeno l’unica alternativa al voto a Giugno. La parola spetta adesso ai partiti, ai quali toccherà esprimersi a favore o contro, ma finora l’unico parere consensuale è stato espresso dal Partito Democratico che si è dichiarato, nel nome della responsabilità politica, disponibile a garantire il proprio appoggio ad uno esecutivo neutrale. Eppure in mattinata Luigi Di Maio aveva espresso la sua volontà di fare un passo indietro per favorire la trattative col centrodestra, così come invece Matteo Salvini aveva ribadito la sua disponibilità ad un pre-incarico, qualcosa quindi seppur per breve si era mosso, per poco tempo perché verso ora di pranzo era chiaro a tutti che si era tornati di nuovo in campagna elettorale.

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