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Governo tecnico o rinvio al voto: Mattarella anticipa le dure conseguenze

Resta aperto il dibattito sulla questione del nuovo governo. Il giro di consultazioni dei vari esponenti politici continua e nonostante il divario tra M5s e Centrodestra sembrava aver trovato un punto di contatto, esprimondo entrambi un chiarto “no” all’ipotesi di un governo neutrale guidato da tecnici, Di Maio chiede un “voto subito“, mentre Matteo Salvini si mostra disposto a un governo che tiri avanti fino all’autunno, con l’incarico asseggnato al partito vincente. Cambiano le risposte e le proposte: il leghista si dimostra favorele a collaborare con il M5s, che aveva però già chiuso le porte a un centrodestra schierato con un “pluricondannato“.

L’interrogativo rimane aperto e il quadro generale mostra un paese in bilico tra la necessità di un governo e il rinvio alle votazioni con la conseguenza di risvolti catastrofici per il paese. D’altronde sono proprio le parole del presidente Sergio Mattarella pronunciate nelle ultime ore a destare preoccupazione: ” l’ipotesi alternativa è di indire nuove elezioni subito, gestite da un nuovo governo (non politico). Non vi sono i tempi per un voto entro Giugno. Sarebbe possibile solo entro l’estate, ma si era escluso di farlo perchè questo renderebbe difficile l’esercizio del voto agli elettori “.

L’unica ipotesi possibile sembra quella di fissare delle nuove elezioni per l’inizio dell’autunno, suggerisce il presidente, nonostante ciò comporterebbe delle conseguenze spiacevoli per il paese. Rispetto a quest’ultima ipotesi, Mattarella presenta alcune preoccupazioni: “che non vi sia dopo il voto il tempo di elaborare e approvare la manovra finanziaria e il bilanzio dello stato per il prossimo anno “

La conseguenza, inevitabile, prevederebbe infatti un aumento dell’iva e degli effetti recessivi che l’aumento di questa tassa provocherebbe. Da considerare, inoltre, aggiunge il Presidente Mattarella, il rischio ulteriore di esporre una situazione economica a manovre di speculazione sui mercati internazionali e il timore che si riproduca la stessa situazione attuale, ovvero tre schieramente e nessuno dei quali con la necessaria maggioranza.

Schieramente politici ” che divergono l’uno dall’altro a causa di ” una campagna elettorale aspra e polemica ” ha commentato poi, concludendo il proprio discorso augurando ai vari partiti una risposta positiva nel prendersi carico ognuno della propria responsabilità nell’interesse dell’Italia. Resta ancora in ballo, dunque, la proposta di un governo neutrale in vista di nuove elezioni da svolgere entro l’esatate o nell’immediato autunno.

Nella prima volta nella storia della legislatura, sottolinea ancora il Presidente, il voto popolare non volge alcun effetto e pare aver perso ogni sua possibile valenza a dispetto di una guerra fra partiti che non vogliono cedere a un’intesa. L’Italia, che in attesa di un cambiamento aspirava al sorgere di un quadro politico più florido, o rivoluzionare che fosse, attenderà invece solo i risvolti di un ennesimo fallimento, a causa di un governo che ha fallito ancor prima di nascere.

 

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Valentina Licciardello

Sono una studentessa universitaria e collaboro con testate giornalistiche dal 2012

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