Grande coalizione tedesca: si prevedono tempi duri per l’Italia

La Germania evita il voto anticipato ricorrendo alla Grande Coalizione: previsto un cambio di rotta su migranti, UE e politica economica. Riuscirà la CDU a guadagnare consenso?

Nonostante non sia stata ancora ratificata dai rispettivi partiti, Angela Merkel e Marin Schulz avrebbero raggiunto un accordo per la formazione di una nuova, la terza, Grande Coalizione per riportare la leader della CDU alla cancelleria tedesca. Scelta quasi politicamente obbligata dato il fallimento prematuro (e prevedibile) delle trattative per una “Coalizione Giamaica”.

L’accordo che avrebbe dovuto mettere insieme Verdi, Liberali e Cattolici è naufragato a partire già dai primi incontri. Le vedute ideologiche dei diversi partiti erano oggettivamente inconciliabili. Anche il Presidente della Repubblica Steinmeier è entrato settimane fa nella discussione politica spronando gli attori ad un atto di responsabilità. L’alternativa era tornare al voto. Ipotesi che faceva storcere il naso a diversi soggetti politici.

Alla Merkel in primis, sicura di trovare il tracollo; ma anche alla stessa SPD, bocciata alle urne a Settembre, sarebbe caduta in basso di nuovo. Non conveniva neanche alla FPD, vacillante sulla soglia di sbarramento. L’unica strada percorribile era tornare alla Grosse Koalition, e così è stato.

È da vedere, comunque, come i socialisti riusciranno a tenere le redini della loro narrazione. Pochi minuti dopo il voto, infatti, il discorso di Schulz era chiaro e perentorio: “Non faremo più parte della grande coalizione, dobbiamo guardare oltre”, ed il mea culpa poteva essere anche convincente se non ci fosse stata questa sterzata dell’ultimo minuto. Dato quindi per buono che la Germania veda un governo bi-color per Pasqua, quali saranno i vantaggi e gli svantaggi per le altre nazioni europee (Italia compresa)?

Grande Coalizione Tedesca, tempi duri per l’Italia

Prima di affrontare una qualsiasi analisi è giusto partire dai fatti. L’elettorato tedesco non ha apprezzato la scelta di Angela Merkel di aprire ai migranti le frontiere tedesche nel 2015. Fu proprio lei a dire alla stampa due anni fa: “Sul tetto dei migranti mi gioco la credibilità”, è così è stato. Le critiche più dure, infatti, sono arrivate proprio nell’ambito del suo partito, in particolar modo dalla CSU bavarese, che ha imposto come conditio sin qua non la chiusura incondizionata delle frontiere; anche coloro che sbarcano in Italia o in Grecia.

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Altro tema caldo è l’Unione Europea: nonostante la posizione predominante tedesca, regna un certo malcontento sulle istituzioni comunitarie. Da una parte dei tedeschi, infatti, l’UE è vista come assistenzialista verso paesi come Italia, Grecia, Spagna e via dicendo; e i continui contrasti tra il ministro Schauble e Mario Draghi sulle politiche finanziarie ne sono la prova. Ciò potrebbe portare la Merkel a chiedere un maggior rigore sul rispetto degli obblighi finanziari in sede UE e soprattutto a precludere il dialogo con il governo che uscirà fuori dalle prossime elezioni italiane.

D’altronde non è un segreto che i prossimi anni vedranno un’Europa a trazione franco-tedesca, già nelle prime dichiarazioni a caldo si intuisce un progetto di riforma in linea con le idee del presidente Macron: più fondi all’UE, più stabilità, più rigore.

A chi giova veramente una nuova Grosse Koalition?

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Idealista e sognatore studente di Lettere presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa, principalmente politica e temi sociali. Twitter: @MattSquillante