Hypericum Scruglii, la pianta che può bloccare l’HIV

Secondo uno studio dell’Università sarda si scoprono le potenzialità di una pianta officinale sino ad ora usata entro la medicina popolare

Hypericum scruglii

Erano i primissimi anni ’80 quando a livello mondiale si andava sviluppando tra i giovani una malattia assai temuta e molto pericolosa perché mortale, in realtà essa era già presente da tanto tempo prima ma veniva considerata con altri termini.

Negli stessi anni le venne data la sua denominazione originale, cioè virus dell’ HIV o ancor meglio conosciuto come AIDS. Fu vista come una malattia “trasgressiva” perché riportava direttamente all’uso di droghe e alla sfera sessuale. Solo sul finire degli anni ’90 venne trovata una cura, una miscela di farmaci in grado di bloccare lo sviluppo della sindrome immunodepressiva, ma di certo questi non erano stati capaci di bloccare del tutto il fenomeno che anzi si sviluppò a livello endemico.

Occorre fare attenzione entro la distinzione delle due terminologie, con il termine HIV  difatti si indica il nome vero e proprio del virus che se presente nel soggetto ammalato se non curato si può trasformare in AIDS. Le cause di contagio avvengono tramite la trasmissione di aghi infetti o i rapporti sessuali non protetti. Risale ai primi giorni di aprile 2018 la scoperta sensazionale da parte di alcuni gruppi di Virologia e Botanica dell’Università degli studi di Cagliari, dell’importante ricerca scientifica su una pianta utilizzata sino ad ora entro gli studi di medicina popolare. I ricercatori sempre a stretto contatto con la natura hanno individuato entro la pianta Hypericum Scruglii, la molecola che blocca gli enzimi che consentono la replica del virus. Tramite questi notevoli studi si avranno così in futuro dei positivi riscontri in quanto attraverso successive analisi di laboratorio utili a ottimizzare e potenziare le varie molecole, definendone i dosaggi e i relativi fattori tossici, si potrebbe arrivare al sorgere di un medicinale che andrebbe a sostituire la miscela di farmaci sino ad oggi adoperata. La pianta dalle notevoli capacità si trova solo in ristrette aree sarde, di preciso nella zona dell’ Ogliastra e del Sarcidano, nelle quali sono presenti dei calcari mesozoici. Si pone entro questa importante ricerca e nelle mani dei bravi studiosi cagliaritani la fine di un male che nel corso del tempo ha ucciso milioni di persone.