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“IL pallone come aggregazione sociale”, l’intervista a Bruno Marra

Daniela Merola intervista in esclusiva per www.newsly.it il giornalista e scrittore Bruno Marra, che collabora con l’ufficio stampa della SSC Napoli. Ha pubblicato ora il suo primo libro dedicato alla città di Napoli e al suo amore per la squadra di calcio intitolato “BruNapoli” edito da Markcommns.

L’intervista

  • Bruno Marra, giornalista, collaboratore dell’ufficio stampa del Calcio Napoli di cui curi gli articoli per il web ed ora anche scrittore. Hai infatti pubblicato “BruNapoli”. Cosa ti ha spinto a fare il grande passo?

In realtà la mia vita professionale è stata caratterizzata sempre da una domanda, o meglio da una esortazione che mi giungeva dall’esterno. Ovvero: “Quando lo scrivi un libro?”. Io ho un rispetto sacrale per la scrittura ed ho sempre pensato che si dovesse pubblicare testi solo quando si ha la certezza di poter condividere il proprio mondo morale con gli altri. Questa è la natura di “BruNapoli”, un libro dal profondo senso identificativo. L’ho scritto in pochi mesi, ma in realtà è la sedimentazione di oltre 20 anni di vita e di…napoletanità. Io dico sempre che questo libro “mi ha chiamato”. Perchè è ciò che scrivi a doverti dire quando sei pronto, non viceversa. E BruNapoli ha deciso che era il momento giusto per essere partorito. Per dirla in breve: non ero pronto io a pubblicare un libro, ma era il libro pronto ad essere pubblicato.

  • “BruNapoli” è un libro davvero originale e appassionante perché fonde le tue esperienze personali di innamorato della propria città con l’altrettanto amore per la squadra di calcio. Parlami di “BruNapoli”.

La squadra di calcio è una chiave di ingresso a BruNapoli, per il semplice motivo che a Napoli il calcio non è rappresentativo di una squadra, bensì di uno stato d’animo. Come ho scritto nel libro, Napoli è l’unica città al mondo ad aver bisogno di una squadra per vivere e respirare. Ma poi ho unito all’aspetto calcistico anche le altre propaggini che appartengono alla mia città: la filosofia, l’arte, la cultura, la storia. BruNapoli è un caleidoscopio che raccoglie e declina per intero e trasversalmente la napoletanità. Un elemento diverso e “terzo” che si sostanzia con lo sguardo distaccato e periferico della vita quotidiana. Il claime principale del libro recita: “la napoletanità è la vera arte di tradurre la realtà”. I napoletani fanno opera di sottrazione e rivisitazione di tutto ciò che accade. Una rilettura attraversata da quella che definisco “profonda leggerezza”. Un ossimoro solo apparente che rivela perfettamente il modo di intendere la vita nella mia città.

  • Come ti è venuta l’idea di trattare di due argomenti già comunque abusati dai media. Tu ti differenzi perché è il tuo punto di vista di ragazzo e poi di uomo nell’osservare i cambiamenti della città e della squadra di calcio.

Il calcio che racconta BruNapoli non è quello abusato dell’aspetto tecnico, bensì è un calcio rivolto con le spalle al campo e con lo sguardo verso la gente. Oggi, e forse sempre, il calcio è noioso, stereotipato, sempre uguale a se stesso in ogni parte del Pianeta. Ciò che lo differenzia è l’humus emotivo. E quello si rintraccia in maniera differente in ogni luogo. Ho raccontato del Napoli per parlare di Napoli, per ritrovare le mie stesse radici in una operazione apparentemente nostalgica ma, in realtà, intimista. E attraverso i miei occhi c’è lo sguardo che ha animato una intera generazione: quella degli Anni 80. Quando il calcio era spartano ancorchè genuino. I cambiamenti radicali che hanno attraversato il calcio, sono in buona parte anche quelli che hanno attraversato la Società civile. Io ho vissuto col telefono a gettoni e la macchina da scrivere. Oggi siamo giunti al web e allo smart Phone di ultima generazione. Dal 1980 a oggi non sono passati 30 anni, bensì 300. Mai in precedenza una sola generazione ha potuto osservare una così repentina evoluzione. Anche questo è BruNapoli, un rilevatore di cambiamento epocale.

  • Sii sincero, come vedi ora la squadra allenata da Mister Sarri?

Molto bene. Ma in assoluto è dalla gestione De Laurentiis che il Napoli è tornato a vivere e respirare a pieni polmoni. Soprattutto i bambini oggi per i vicoli hanno campioni da sognare e ai quali ispirarsi. Quando passeggio vedo i ragazzini che girano attorno all’eterno Super Santos e urlano: “io sono Hamsik” – “e io sono Mertens” – “e io sono Insigne…”. Ecco, ai figli di Napoli per oltre un ventennio è mancato soprattutto poter dire: “facciamo che io sono…”

  • Napoli è infinite cose, è arte, è cultura, è fantasia, è confusione, è tira a campare, è cibo, è passione, è il sorriso in una giornata dove tutto va male. Come vedi Napoli in questi anni?

Napoli ha avuto un impulso notevole anche urbanisticamente, ma mai arrogarsi il diritto di etichettare la napoletanità. Napoli è una varieganza di aspetti che la metà basterebbe ad affollare il mondo intero. Una promiscuità emotiva, culturale, filologica e sinanche toponomastica, racchiusa in pochi chilometri. Io ho raccontato Napoli al di fuori dei clichè, affrancandola da luoghi comuni, che siano essi dispregiativi o lusinghieri. La mia è la Napoli che può incontrare chiunque tutti i giorni, ma con precisi riferimenti storici che sono scolpiti nel marmo e che nessuno potrà mai confutare. Raccontare il passato aiuta a capire il presente e il futuro. La Napoli di “BruNapoli” rifugge dall’omologazione ma anche dalla agiografica. E’ un fedele ripercorrere di eventi, personaggi, impeti sociologici, tutti filtrati dalla mia visione introspettiva. Come scrivo nel libro, Napoli è una realtà incontingentabile. Non è neppure un luogo geografico nell’accezione più stretta. E’ un modo di essere che si illumina in ogni posto immaginabile.

  • Dove collochi la tua passione calcistica nella tua vita, in quale posizione si trova?

La passione calcistica ha chiaramente influenzato e animato la mia gioventù. Negli anni è diventata un osservatorio privilegiato per comprendere meglio i napoletani. Oggi, nonostante faccia parte del mio percorso professionale, il “tifo” per la squadra del cuore è affievolito, o meglio, ha meno rivoli istintuali. E’ una porta aperta sulla mia città. Diffido dagli intellettuali che scendono dai gradini alti per inabissarsi nella dimensione calcistica e raccontarla in maniera aulica. Piuttosto preferisco chi parte dal “basso” della passione calcistica e assurge alla sua narrazione salendo i gradini dell’universalità.

  • Cosa ha rappresentato per te scrivere “BruNapoli”?

Mi ha reso una persona migliore. Ha riempito il mio bisogno di raccontare e di “regalare” quanto accumulato in questi anni. Perché, al netto di qualsiasi licenza retorica, questo libro non è di chi lo ha scritto ma di chi lo legge. BruNapoli defocalizza totalmente l’autore, fino a diventare il romanzo del lettore. Chi entra in queste pagine ci si ritrova totalmente, scegliendo il proprio posto privilegiato e la sua narrazione più rappresentativa. Questo libro più che appagare la voglia di leggere, stimola l’esigenza di scrivere. Ognuno aprirà una finestra personale e intima, immaginando il libro che ha dentro di sé. Per questo ho definito BruNapoli: “il nostro Mondo, il Vostro libro”.

  • Hai già fatto una grande presentazione al museo Pan di Napoli con grande successo e con la presenza di illustri ospiti. Ci saranno altre presentazioni?

E’ stato un evento molto gratificante per il quale ringrazio l’Assessorato alla Cultura che ha certificato il valore sociologico di BruNapoli annoverandolo nel programma culturale sul territorio. In precedenza abbiamo fatto già altre presentazioni e tutte con il gusto di poterci confrontare con giornalisti, appassionati e lettori. Credo che ce ne saranno altre, ma tutte con un registro sempre molto discorsivo ed interattivo. Le presentazioni dei libri spesso si riducono a cerimonie algide “dovute” pregne di cerimoniali istituzionalizzati. Per questo ho voluto che BruNapoli fosse invece un incontro, sempre e comunque, che aprisse a dibattiti e che fungesse da moltiplicatore di ricordi e di emotività. Il prossimo step che abbiamo in animo di effettuare è quello scolastico. La casa Editrice Markommns che ringrazio nella persona di Roberto Gargiulo sta preparando un programma per portare BruNapoli nelle scuole. Un aspetto “pedagogico” al quale tengo molto perché questo è un libro trans-generazionale. Evocativo per chi ha vissuto i meravigliosi Anni 80 e al contempo istruttivo per chi oggi vuol conoscere il reale valore della napoletanità. Un libro da leggere, da raccontare, da conservare e da tramandare…

 

 

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Daniela Merola

Sono Daniela Merola, giornalista, blogger, scrittrice e presentatrice eventi culturali, sono ufficio stampa di librincircolo.it e ricominciodailibri.it, sono socia della libreria iocisto. Sono appassionata di spettacolo, teatro e editoria, amo il calcio e il tennis. La comunicazione è la mia forza, mi piace mettermi alla prova con le presentazioni e la recitazione.
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