Cucina

Uovo sodo vegano brevettato all’Università di Udine

In una finale di Masterchef Australia i due ultimi sfidanti si sono dovuti misurare con la preparazione di un piatto chiamato “Verjus in egg“. Si è trattato di una gara di cinque ore e mezza per una ricetta che richiede ben 100 diversi passaggi di produzione. Il risultato finale, visivamente, è un uovo sodo ancora nel suo bel guscio che, con un colpo deciso di un cucchiaino, si rompe mostrando un interno bianco decisamente più morbido, che a sua volta racchiude un nucleo gelatinoso giallo arancio. Insomma sembra un uovo sodo a tutti gli effetti, fino a quando lo si assaggia e si scopre che si tratta di un dessert: un guscio di cioccolata magistralmente decorata con una colorazione da far stupire anche una gallina, con all’interno una panna cotta e altre dolci delizie. Una vera opera d’arte che trae ispirazione da una forma perfetta della natura e la reinterpreta giocando con i vari sensi.

L’uovo nell’arte

In fatto d’arte è Salvador Dalì che utilizzò l’uovo come uno dei suoi simboli più ricorrenti, insieme ai forse più noti orologi molli ed elefanti, ad indicare la dualità tra l’esterno duro e l’interno molle, ma anche a rappresentare la speranza e l’amore fino a far nascere l’uomo nuovo. Evidentemente l’uovo ispira la creatività o forse il desiderio di poter eguagliare in qualche modo l’irraggiungibile perfezione della natura.

L’uovo sodo ”vegano”

L’ultima novità in fatto di uova è che da pochi giorni è stato reso noto il nuovo brevetto dell’uovo sodo vegano: il brevetto numero 100 dell’ateneo di Udine.
Quatto studentesse dell’università friulana si sono cimentate, per più di un anno, nel compito di realizzare un prodotto alimentare dalle fattezze e dalle caratteristiche di un uovo sodo “reale” utilizzando esclusivamente ingredienti di origine vegetale.
Un compito di tutto rispetto dal punto di vista accademico che ora si offre ai giudizi degli investitori e del mercato dei consumi. Alcune prime critiche sostengono che non si possa chiamare “uovo” per non confondere i consumatori: come se ci potessimo mettere a discutere anche sulla denominazione dell’uovo pasquale.
In realtà il nome completo comprende anche la parola “vegano” che dovrebbe proprio fugare ogni dubbio e non far confondere alcuno. Il dubbio è però forse un altro: l’uovo vegano sarà anche per i vegani? Forse, chi ha scelto di nutrirsi solo con alimenti di origine vegetale, potrebbe trovare indelicato mangiare qualcosa che rievoca così tanto l’origine animale.

 

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