Intervista a Mara Maionchi: “Ecco il mio X Factor”

Abbiamo incontrato per voi la nota produttrice discografica, Mara Maionchi, alla vigilia del suo ritorno televisivo. L'intervista

E’ tempo di grandi gratificazioni professionali per Mara Maionchi che, reduce dal successo di Celebrity Masterchef, si appresta a vivere una nuova avventura televisiva. Il suo ritorno dietro il bancone di X Factor è, indubbiamente, tra i più attesi.

Dopo essere stata protagonista indiscussa delle prime quattro edizione targate Rai, la produttrice emiliana è pronta a portare la sua esperienza al servizio del talent show, con il carattere e la passione da sempre la contraddistinguono. Nel corso della sua carriera ha fiutato e valorizzato importanti nomi della canzone italiana, contribuendo al lancio di numerosi artisti sia davanti il piccolo schermo che dietro le quinte, ammaliando il pubblico con la sua irresistibile verve.

Ciao Mara, cominciamo dal suo atteso ritorno in veste di giudice ad “X Factor”. Che effetto le ha fatto questa inaspettata chiamata? “Mi ha fatto piacere, ma l’ho presa in modo normale. Nel senso che si tratta di un ritorno, che è un’esperienza che ho già fatto, che conosco molto bene ma, soprattutto, che fa parte del lavoro che da anni svolgo quotidianamente. I miei compagni mi hanno accolta con entusiasmo, un insieme di tante situazioni molto piacevoli”.

I suoi nuovi colleghi giudici che impressione le hanno dato? “Mi piacciono molto Fedez e Manuel Agnelli, due grandi conoscitori di musica, mentre Levante è considerata una debuttante, ma in realtà ha fatto tanta gavetta prima di ottenere questi risultati e, quindi, sa benissimo cosa significa lavorare per arrivare al successo. Sono convinta che il suo percorso aiuterà molti ragazzi che verranno selezionati, perché è molto vicina al loro percorso e potrà insegnare molto anche a noi. Io ho vissuto altre esperienze, in un’epoca differente con una discografia diversa, con possibilità economiche migliori. Lei ha ottenuto buoni risultati con una piccola etichetta e, di conseguenza, ha molto da insegnare a tutti noi su come è cambiato oggi il mercato. Personalmente è molto carina, mi sono trovata benissimo, è una ragazza che sa quello che ha fatto e che studia per raggiungere quello che vuole. Mi è piaciuta tantissimo”.

Cosa vorrebbe cambiare, se potesse, di questo talent show? “Il fatto che si canti troppo in inglese e, soprattutto, che ultimamente si portino troppi brani inediti non in italiano. Credo che ci sia il bisogno di ritrovare la nostra strada, magari con più fatica, ma cominciamo ad avere successo nel nostro Paese che già è complesso, per andare in giro per il mondo c’è sempre tempo e ci vuole esperienza, tanti grandi artisti hanno cominciato da qui e poi sono diventati internazionali. L’italiano è certamente una lingua più rischiosa che può metterti maggiormente in difficoltà, bisogna imparare a lavorare sulla musica allungando le parole, insomma, ci vuole un grande lavoro dietro, bisogna imparare un mestiere”.

Quindi, possiamo dirlo ufficialmente: riporterà l’inedito in italiano ad X Factor? “Guarda, io ci spero e giuro che ci provo. Ma al di là di me, credo che sia il momento quello giusto, lo stesso Fedez ha degli ottimi risultati di vendita cantando in italiano. Allora perché lui si ed altri no? Credo che lo sforzo sia quello di cominciare a pensare di piacere a noi italiani, spingendosi poi verso altri mercati. Anche Francesco Gabbani ha fatto una cosa piacevole e divertente, che ha prima conquistato le nostre di classifiche. Dopo anni in cui le cose non sono andate come dovevano, anche Michele Bravi ha fatto il suo figurone a Sanremo. Non tutti hanno gli stessi tempi per fare le cose, ci vuole pazienza ed oggi, purtroppo, il tempo è davvero diventato denaro”.

Qual è l’X Factor di Mara Maionchi? “Ah beh, se lo sapessi avrei avuto meno difficoltà nel mio lavoro… forse il mio vero X-Factor è la chiacchiera. Il mio modo di fare mi porta magari a risultare simpatica alla gente, il primo approccio è sempre importante. M’immergo sempre totalmente in quello in cui credo, mi commuovo e mi arrabbio perché ci tengo ai ragazzi e capisco quello che provano”.

Secondo lei, Morgan ad “Amici” non è stato capito? “Sai cosa, credo non si siano capiti a vicenda. Non so come siano andate davvero le cose, certamente la fine non è stata piacevole né per lui né per Maria De Filippi, per il pubblico, per tutti. Certe volte bisognerebbe essere degli impiegati della canzone, ricordandosi di viverlo come un mestiere e non immedesimarsi troppo. Puoi viverla meglio o peggio, dare degli insegnamenti, ma ogni tanto dobbiamo ricordarci che questo è un lavoro, seppur bellissimo, e per farlo al meglio ci vuole anche distacco”.

Tra gli artisti con il quale ha collaborato, chi ricorda particolarmente?
“Faccio solo due nomi, ma ce ne sarebbero altri, Gianna Nannini e Tiziano Ferro. Entrambi hanno avuto grande difficoltà agli esordi, ma hanno saputo farsi strada all’interno della musica grazie alla loro tenacia. Devo dire che Gianna si è sempre arrangiata, così come Tiziano che considero un grande lavoratore che, a distanza di sedici anni, continua a macinare numeri degni impressionanti. Un immenso talento, dotato di una notevole capacità di scrittura e di una timbrica di una bellezza allucinante, capace di toccare tonalità impressionanti”.

Da oltre quarant’anni al suo fianco c’è Alberto Salerno. A parte le vostre due figlie, cosa vi lega maggiormente? La musica vi ha più unito o, in alcuni casi, diviso? “La musica ci ha unito, ma a fasi alterne. Alcune volte eravamo d’accordo, altre in disaccordo. Ci ha unito ma, al tempo stesso, fatto litigare tanto. Se siamo qui è perché sono tante le cose che ci legano, tra tutte la famiglia. Dopo aver litigato tanto, alla fine, devo dire che abbiamo sempre fatto pace e tutto è andato bene”.

Dell’avventura di MasterChef Celebrity, infine, cosa ci racconta? “E’ stata un’esperienza molto divertente, perché ho finalmente capito cosa vuol dire essere uno chef. Anche io so fare da mangiare, sfamando per tanti anni amici e parenti, ma tra fare la ‘casalinga di Voghera’ e lo chef c’è una grande differenza. Ho ricevuto tante nozioni, che prima non capivo. Come per la musica anche quello è un lavoro serio, che devi fare per tanti anni per raggiungere determinati livelli. Io mi limitavo a cucinare ed informare, magari preparando cose anche buone, ma lì era uno spettacolo della cucina, in ogni fase della preparazione e, di conseguenza, uno spettacolo anche l’assaggio”.

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Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica e spettatore interessato di tutto ciò che è intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.