Juventus-Real Madrid 1-4, una notte da dimenticare in una stagione fantastica

Altra finale persa per la Juventus, che si inchina a un ottimo Real Madrid: i bianconeri non centrano il triplete, ma la stagione è ottima

Partiamo dalla fine: complimenti al Real Madrid, capace di battere 1-4 la Juventus con un’organizzazione di gioco e un pragmatismo fuori dal comune. Due Champions alzate in due anni, è un grande record e Zidane ha la sua parte di merito: da vero leader silenzioso è stato capace di ovviare ai clamorosi difetti della gestione Benitez, poi Ronaldo ha fatto il resto.

UNO SPIACEVOLE CONDIZIONALE – Per i bianconeri, invece, è ancora giunto il momento delle lacrime a un passo dal traguardo. Una vetta che da 21 anni si rivela irraggiungibile, nonostante per cinque volte si sia arrivati a lambire il sogno di poter alzare al cielo la coppa più ambita, salvo poi tornare coi piedi per terra e il morale ben sotto ai tacchi.
Mai come quest’anno la Juve avrebbe meritato di vincere la Champions, ma ancora una volta ci troviamo costretti a usare uno spiacevole condizionale: non doveva finire così, ma è finita così. Ancora una volta gli dei del calcio hanno voltato le spalle ai bianconeri, che però sono stati mai come stavolta artefici del proprio destino.

AMARO IN BOCCA – Dal sogno all’incubo, una trasformazione troppo netta tra il primo e il secondo tempo che lascia l’amaro in bocca per quello che poteva essere e non è stato: è questa la sintesi di una sconfitta che il punteggio racconta come insindacabile, ma che in qualche modo lascia delusi i tifosi juventini, che sicuramente si aspettavano qualcosa in più.
E’ stato fatto il massimo e non è bastato? No: la Juve di stasera non ha fatto il massimo, non è scesa in campo rispettando appieno il copione al quale ci aveva abituato nel 2017. I blancos sono stati perfetti, i bianconeri no: non servono analisi tattiche approfondite per spiegare la genesi di una sconfitta. Il rammarico è d’obbligo, ma una stagione fantastica non può essere cancellata da un’altra serata storta quando risuonano le note della Champions.

CORSI E RICORSI – C’è chi, però, cerca di cucire insieme i tanti flop in finale della Vecchia Signora: cinque finali perse di fila, ben 7 nelle 9 disputate; il bilancio è ampiamente negativo, ma non si può e non si deve parlare di abitudine a perdere. Ogni finale è una storia a sè, con avversari, giocatori, allenatori e situazioni tattiche diverse l’una dall’altra. Chiamiamola maledizione piuttosto che sfortuna, ma guai a cucinare nello stesso calderone partite differenti e in diversi contesti.

FINO ALLA FINE – Non è arrivato il triplete, ma the show must go on: questa squadra ha ormai acquistato una grande consapevolezza dei propri mezzi, svanita come per magia a Cardiff, ma pronta ad accompagnare i bianconeri nel proprio cammino nella prossima edizione. Potrebbe essere finalmente l’anno buono, potrebbe invece arrivare un’altra delusione: la strada, però, è tracciata, e porta, pian piano, come in un gioco dell’oca con imprevisti e fisiologici passaggi a vuoto, verso la conquista dell’obbiettivo che al momento resta solo un sogno. La Coppa arriverà, magari nel momento meno atteso, ma arriverà.

Juventus-Real Madrid, le pagelle 

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon 5; Barzagli 5.5 (dal 22′ s.t. Cuadrado 5), Bonucci 5.5, Chiellini 6, Alex Sandro 5.5; Khedira 5, Pjanic 6.5 (dal 26′ s.t. Marchisio 6); Dani Alves 6, Dybala 4 (dal 33′ s.t. Lemina 5.5), Mandzukic 7; Higuain 5. All. Allegri 6.
REAL MADRID (4-3-1-2): Navas 6.5; Carvajal 6.5, Ramos 6.5, Varane 6, Marcelo 6; Modric 7, Casemiro 6.5, Kroos 7 (dal 44′ s.t. Morata sv); Isco 7.5 (dal 38′ s.t. Asensio 6.5); Benzema 6 (dal 33′ s.t. Bale sv), Ronaldo 7. All. Zidane 7.