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La famosa ‘Romuntada’, stavolta, il Barca l’ha subita! 3-0

Dopo ‘l’irreparabile’ 4-1 dell’andata al Camp Nou, la Roma di Di Francesco si è caricata a palla, autoconvincendosi che l’impresa non era poi cosi impossibile e si è andata a riprendere una semifinale di Champions League che mancava, nella capitale, da oltre 30 anni.

In un Olimpico gremito di tifosi, i giallorossi hanno aperto le danze, al ‘6, con il solito Edin Dzeko. Lanciato a rete da capitan De Rossi, il bosniaco gigante si è infilato tra i due difensori centrali catalani e,con estrema freddezza, ha piazzato l’1-0. Vista la lenta manovra degli spagnoli, i padroni di casa hanno preso, pian piano, forza  e volontà. Poche o quasi nulle le occasioni create dagli ospiti. Messi e Suarez completamente in ombra e con grandi difficoltà a raccogliere palla. Al fianco di Dzeko, Di Francesco, sceglie di dare spazio a Schick che dimostra di valere e di poter giocare gare di un certo livello, come quelle di ieri sera.

Nella ripresa, davanti agli irriconoscibili marziani del Barcellona, la Roma continua a non lasciarsi intimorire e guadagna sempre più campo. Fino a quando, al ’58, il numero 9 giallorosso viene letteralmente atterrato in area di rigore dallo stesso Gerard Piquè. L’arbitro non ha dubbi e indica con decisione il dischetto. Dzeko consegna la sfera a De Rossi e, il capitano, di potenza mette in saccoccia il 2-0 che inizia a far sognare i 60 mila dell’Olimpico.

L’entusiasmo sale e i cori della curva anche. Di Francesco invita i suoi a mantenere la calma e si gioca la carta Under-El Shaarawy al posto di Nainggolan e Schick. Alla Roma manca un solo gol per passare l’ambito turno. E’ l’82 quando, dalla bandierina, in occasione di corner, parte il turco Under che va a disegnare una traiettoria perfetta per la testata vincente di Manolas. Non ha scampo la difesa catalana. Non ha scampo il portiere e non ha scampo il Barcellona di Valverde che deve, semplicemente, inchinarsi davanti alla splendida impresa messa a segno dalla Roma del coraggiosissimo Eusebio Di Francesco che, sotto lo sguardo felice e commosso di capitan Francesco Totti, scrive una delle pagine più belle della storia di Roma e della Roma.

Al triplice fischio finale esplode lo stadio e, la commozione sul volto di Manolas dice tutto. E’ festa nella capitale. E’ festa italiana. E come per suggellare uno dei momenti più importanti ed emozionanti del club romano, il presidente americano James Pallotta, accompagnato da tifosi e società, si lancia nella Fontana Di Trevi. E mentre a Testaccio le bandiere giallorosse sventolano con vivacità, Messi & Co. escono a testa china dall’arena romana.

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