Cinema

“Lady Macbeth” al Torino Film Festival 2016: Recensione

Lady Macbeth dell’inglese William Oldroyd è tratto dal racconto di Nikolaj Leskov Lady Macbeth del distretto di Mcensk ed è forse l’unico film in concorso ad avere una distribuzione nelle sale italiane già pianificata. Il film sarà infatti distribuito nel 2017 dalla Teodora Film. Il Macbeth shakespeariano c’entra poco o niente con il film di Oldroyd, che ha comunque una forte ispirazione letteraria, accogliendo nel suo racconto un po’ di Cime tempestose, di Jane Eyre di Orgoglio e pregiudizio e di tanti altri classici della narrativa inglese ottocentesca.

La Lady Macbeth del titolo è la diciassettenne Katherine (Florence Pugh), bella e crudele, una Jane Eyre destinata a diventare sanguinaria come la protagonista della tragedia di William Shakespeare. Data in sposa ad un uomo più grande che non ama, non tollera le rigide convenzioni sociali che la tengono incatenata, costringendola a sopportare le crudeltà di un sistema patriarcale dispotico.

Si innamora follemente dell’operaio Sebastian (Cosmo Jarvis), vittima dei soprusi che la nobiltà sottopone alla sua classe, ed è per egli disposta a tutto. Perfino ad uccidere, trascinando con sé Sebastian, nei suoi delitti e nella sua ambiziosa scalata al potere, intenzionata a fare di egli il suo re, proprio come la Lady Macbeth shakespeariana (che a mio avviso diventerà a sua volta come Lucrezia Borgia). Ma gli ostacoli che la società ottocentesca inglese mette sulla sua strada sono più del previsto e Katherine dovrà affrontare una serie di prove che rischiano di mettere in pericolo la sua passione amorosa. Ben presto, i due amanti scopriranno che la convivenza tra le loro classi sociali è impossibile…

Lady Macbeth, un po’ come Elle, è la storia di una donna di potere, ma anche la storia di una folle passione, di due amanti maledetti. Katherine è così accecata dall’amore per Sebastian che diventa incapace di amare nessun’altro all’infuori di egli, ma l’oggetto del suo amore è in realtà sé stessa…

Molto apprezzato in sala stampa, Lady Macbeth è un film di pochi dialoghi e di molti sguardi, degli occhi avidi della brava protagonista, di momenti di grande crudeltà sotterranea, di pochi ma violenti bagni di sangue. Un film con un’impostazione teatrale, che però il regista riesce a non farci avvertire grazie all’uso di una bella fotografia, che nasconde qualcosa di cupo. Finale spiazzante.

https://www.newsly.it/jesus-primo-film-concorso-al-torino-film-festival-recensione

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Claudio Rugiero

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.
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