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”Lalineascritta laboratorio di scrittura”, parla Antonella Cilento

Daniela Merola  intervista per Newsly.it  la scrittrice ed autrice Antonella Cilento. Nata nel 1970 e già con una carriera di grande prestigio alle spalle, tra le altre cose ha ideato e conduce “LalineascrittaLaboratori di Scrittura” presso l’associazione “Aldebaran Park” di Napoli di cui è anche presidente e che quest’anno giunge ai 25 anni di attività festeggiati con una grande festa con ospiti importanti il 20 settembre.

Per il teatro ha scritto, tra gli altri testi, “L’angelo della tavola”, andato in scena al Napoli Teatro Festival e al Mercadante, “Cafone” con Gea Martire,  “Itagliani!” con Margherita Di Rauso. Per il teatro per ragazzi ha scritto “Ho visto Don Chisciotte”, portato in scena e prodotto dal teatro Diana di Napoli. Nell’editoria ha esordito con “Il cielo capovolto” edito da “Avagliano” del 2000. Da ricordare gli ultimi due libri del 2015 “Bestiario napoletano”, Laterza editore e “la Madonna dei Mandarini” edito da NN editore.

L’intervista ad Antonella Cilento

  • Antonella, scrittrice importante, sei stata finalista al Premio Strega 2014 con “Lisario o il piacere infinito delle donne” edito da Mondadori, romanzo tradotto anche in Lituania, Spagna, Francia e Germania. Sei autrice di testi teatrali e cinematografici. Quando è iniziata la tua carriera, ossia quando hai preso consapevolezza che la scrittura sarebbe stata la tua strada lavorativa?

 Ho sempre scritto, da quando ero bambina. Ho capito che volevo farlo sul serio dopo aver letto in prima media Un paio di occhiali nuovi di Anna Maria Ortese, che mi aveva fatto scoprire con sconcerto che la letteratura non parlava solo dei sogni a occhi aperti ma anche delle nostre vite: nel racconto la piccola Eugenia metteva gli occhiali nuovi nell’Ottica Sacco, la stessa dove li avevo messi io, e scopriva l’inquieto mondo degli adulti, come capitava a me. Ho cercato da subito un dialogo editoriale, tanto che i primi racconti li pubblicai con la Lucarini a diciotto anni, pentendomi della scelta perché non si deve mai pagare per pubblicare, vuol dire che altrimenti quel che hai scritto non vale abbastanza. Poi ho scritto romanzi e prove di romanzo fino all’esordio editoriale a trenta anni, ma già insegnavo scrittura da sette anni e avevo pubblicato su rivista, al tempo erano riviste cartacee. Ho sempre saputo che scrivere era la mia sola vocazione, avevo provato da bambina con il disegno ma quella era una strada che sarebbe toccata a mia sorella, Iole Cilento, con cui lavoriamo da sempre gomito a gomito, che infatti è diventata scenografa, pittrice e docente all’Accademia di Belle Arti. Le immagini raccontavano storie e le storie producevano immagini, quando eravamo bambine e ragazze, e ancora oggi.

  • Ti chiedo subito di questa intuizione geniale che è stata l’ideazione de “Lalineascritta Laboratori di Scrittura” e di cui si festeggiano i 25 anni di attività. Una grande festa al cinema Hart di Napoli ha sancito l’inizio dei festeggiamenti e ha presentato la nuova stagione 2017/18 che inizia il 1° ottobre. “Lalineascritta” è stata una delle prime scuole di scrittura ad essere nate in Italia 25 anni fa’. Una bella soddisfazione direi. Quali sono le novità di questa nuova stagione?

Quest’anno avviene il debutto ufficiale, dopo lo scorso anno, dei corsi brevi del giovedì che affiancano i tre livelli di scrittura narrativa annuali che conduco da sempre, con scrittori ed editor ospiti: ludo scrittura con Marco Alfano, che ha portato ne Lalineascritta l’innovazione fortunatissima dei corsi via web e che cura tutta la nostra facies virtuale, musicista anche dei Ferraniacolor che hanno debuttato nel live set del giorno 20 durante la festa dei 25 anni; drammaturgia con Stefania Bruno, drammaturga e storica del teatro: un corso necessario, poiché poco si scrive ormai per il teatro contemporaneo e poco lo comprendono gli spettatori, disabituati a questa forma dalla fruizione televisiva; editoria, corso professionale condotto da Valentina Giannuzzi e Stefania Cantelmo, editor abilissime, Stefania poi è l’anima di Tullio Pironti editore: un corso già fortunatissimo lo scorso anno; opera lirica e uso del segno e del colore, con Iole Cilento, per chi vuol conoscere meglio una forma espressiva diventata d’élite e che era invece popolarissima e per chi vuol disegnare, dipingere, esprimersi, pur pensando di non saperlo fare, di non essere portato, come si diceva una volta. E poi la novità assoluta, un ritorno dopo molti anni, del corso di improvvisazione teatrale a partire da grandi opere letterarie e del teatro condotto da Paolo Oliveri del Castillo, che è fra i fondatori e fra i veri sostegni  de Lalineascritta. A questo si aggiungonole magnifiche lezioni magistrali di Giuseppe Montesano su grandi classici della letteratura d’ogni tempo, un regalo straordinario da parte dell’autore di Lettori selvaggi, fresco vincitore del Premio Viareggio.

  • Cosa ti ha spinto 25 anni fa ad ideare e proporre un laboratorio di scrittura?

La necessità di mettere insieme persone che scrivevano e leggevano in una città dove, nel 1993, non c’erano più scrittori che abitassero, o quasi, ma anche la spinta legata al bisogno di imparare e trasmettere un’arte: insegnare è stato sempre ed è ancora anche apprendere. Mentre scrivo immagino le soluzioni ai problemi che scrivere pone e così posso risolvere i blocchi di chi partecipa ai corsi e man mano che rispiego tecniche, autori, strumenti e trucchi mi accorgo di averli capiti meglio, di poterli restituire con maggiore chiarezza anche sulla mia pagina. Un laboratorio è, come nel Rinascimento, un luogo dove si va da un maestro artigiano ad apprendere strumenti. Più il maestro è coscienzioso e capace, più gli strumenti si affinano.

  • “Lalineascritta” si è poi evoluta ed ampliata con tanti laboratori e corsi fino a diventare una vera sede di cultura e punto di riferimento culturale a Napoli. Tra le varie iniziative cito anche “Strane coppie” che l’anno prossimo festeggerà il decennale. Ti aspettavi un successo simile?

Strane Coppie è una manifestazione gratuita offerta alla città e, da due anni, anche ad altre città, Milano e Verona, per adesso, con l’obiettivo di far dialogare grandi classici letterari di ogni epoca e paese. E’ nata a Napoli con la partecipazione degli Istituti di Cultura estera napoletani e poi è diventato un progetto di BPM, negli ultimi due anni con la partecipazione anche di Fondazione Banco Napoli. La necessità di questo tipo di incontri e la qualità dei relatori e delle proposte spiega la fortuna della manifestazione: le persone di ogni età hanno sete di essere guidati nel mondo della letteratura. Se sono lettori deboli desiderano diventare lettori più forti. Cercano tracciati, linee guida, portolani… Non è certo un caso ma una magnifica sinergia che nell’ambito delle attività de Lalineascritta sia nato anche un pezzetto di quel capolavoro che è Lettori selvaggi di Giuseppe  Montesano.

  • In tutti questi anni di “Lalineascritta” hai notato talenti particolari o predisposizioni ad idee originali dei partecipanti ai vari laboratori?

Sono tanti ormai i nostri allievi editi da grandi case editrici, da Einaudi, Rizzoli, e/o, da Rossella Milone a Massimiliano Virgilio, da Giusi Marcherta a Eduardo Savarese, a Michele Di Palma ed  altri sono in preparazione. Durante i corsi si incontrano talenti speciali che vanno allenati, altri invece sono alla ricerca di uno spazio espressivo personale, desiderano diventare lettori più forti, cercano una comunità di cui far parte, ci sono insegnanti che vogliono apprendere gli strumenti per replicare in aula il metodo che insegniamo. Da Sud a Nord, in tutte le città dove abbiamo lavorato e in tutte le scuole pubbliche, ormai decine e decine, c’è sempre un talento in erba. E il più grande talento è spesso trovare lo spazio per dedicarsi alcune ore di piacere creativo: sono tante le persone che vengono da noi congratulandosi con se stesse per aver finalmente trovato il tempo.

  • Voglio ricordare che a novembre 2016 ti è stato assegnato il “Premio Lydia Cottone” – Napoli è donna, un riconoscimento dedicato alle donne giornaliste, scrittrici, imprenditrici, medico, ricercatrici, che con il loro lavoro di dedizione e successo hanno portato in alto Napoli e la Campania. Come vedi tu attualmente le donne napoletane e campane nel mondo del lavoro e nel loro ruolo sociale?

 Hanno un ruolo essenziale da sempre nella storia napoletana e italiana: Napoli è senza dubbio donna, nel suo aspetto ctonio e ancestrale, nella sua manifestazione vulcanica, nella bellezza che esprime e nel coraggio. Molte delle svolte centrali della storia napoletana hanno per protagoniste donne, penso a Eleonora Pimentel Fonseca, a Anna Maria Ortese, a Matilde Serao, a Fabrizia Ramondino, a tutte le protagoniste della storia politica, rivoluzionaria, poetica, medica di Napoli. Tuttavia, il loro riconoscimento è ancora molto lontano dall’essere pienamente messo a punto, per la Storia e per l’attuale quotidianità.

  • Tornando alla “Lalineascritta”, Antonella, dimmi che cosa può trovare una persona che vuole iscriversi ai vari laboratori di scrittura creativa in termini di stimoli e creatività che in altri luoghi non potrebbe trovare?

 Innanzitutto un’accoglienza speciale, che fa parte del nostro modo di stare in gruppo e insegnare, di tutto lo staff, che consiste nel mettersi sempre nei panni degli altri. E poi la possibilità di lavorare direttamente con chi scrive e lavora professionalmente e di incontrare professionisti dell’editoria nazionale che assai raramente sono come con noi così disponibili e pronti a partecipare. Chi si iscrive troverà un metodo che lo mette a suo agio, lo commuove e lo sfida, le tre condizioni per riaprire il pozzo della creatività, per rimettere l’acqua dell’immaginazione in circolo. Bisogna venire a provare: creiamo dipendenza, come dice qualcuno dei nostri allievi, che infatti è rimasto con noi anche dieci anni di fila

  • Ci sarà un tuo prossimo romanzo a breve o media distanza?

Il nuovo romanzo esce in gennaio per Mondadori, è ancora presto per parlarne ma è il frutto anche di questo continuo  riflettere su come si scrivono le storie e su dove è nascosto il nucleo della nostra immaginazione. Napoli e le donne saranno al centro del romanzo, ambientato in un’epoca assai poco narrata della nostra Storia. A riparlarne

 

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Daniela Merola

Sono Daniela Merola, giornalista, blogger, scrittrice e presentatrice eventi culturali, sono ufficio stampa di librincircolo.it e ricominciodailibri.it, sono socia della libreria iocisto. Sono appassionata di spettacolo, teatro e editoria, amo il calcio e il tennis. La comunicazione è la mia forza, mi piace mettermi alla prova con le presentazioni e la recitazione.
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