Cinema

“Las Lindas” al Torino Film Festival 2016: Recensione

La regista Marisa Lebenthal intervista le sue amiche d’infanzia. Ma non si tratta di un film auto-referenziale e narcisistico, ma piuttosto di un’indagine su un tema portante: la bellezza. Le ragazze del film rappresentano la bellezza in tutte le sue forme: struccate, truccate, col taglio corto… Ciascuna di loro ha un rapporto diverso con la bellezza e col proprio corpo: c’è chi è imperfetta ma sa essere audace, c’è chi fa la modella ma non si sente bella, c’è chi spera di essere in qualche modo attraente.

Tutte loro ci mostrano foto della loro infanzia, sfogliano riviste di moda, fanno test scritti per lei. Tutte ci raccontano dello sviluppo dei loro corpi, dei primi corteggiatori, del primo bacio. E questo materiale è, per la regista, un punto di partenza per interrogarsi su cos’è la bellezza. Sui canoni estetici e sulla loro evoluzione. La regista si interroga poi sul perché alcuni parametri sono considerati esteticamente rilevanti ed altri no. Senza però approdare a nessuna conclusione particolare. Forse è questo l’unico difetto di Las Lindas, secondo film argentino dopo Los decentes di Lukas Valenta Rinner e unico documentario in concorso.

Il film non è alla sua prima volta ad un festival: è stato infatti già presentato al Festival di Rotterdam, dove ha anche vinto il premio per la “migliore regia”. Certo il tema è interessante e il film, pur girato con uno stile alquanto casalingo non annoia mai, ma per una sua perfetta riuscita avrebbe necessitato forse di qualche attenzione in più.

Tuttavia, Las Lindas è piacevole per l’intimità di fondo che c’è tra la regista e le intervistate: le ragazze del film sono a loro agio, parlano di qualsiasi cosa, si confidano quasi dimenticando la presenza della telecamera. Sono spontanee e brillanti. Tuttavia, sarebbe stato utile non presentarlo direttamente così questo rapporto ma piuttosto mostrarcelo sul nascere. Perlomeno avrebbe significato coinvolgere un po’ di più lo spettatore in questa indagine antropologica sulla bellezza.

https://www.newsly.it/le-fils-de-jean-philippe-lioret-torino-film-festival-recensione

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Claudio Rugiero

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.
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