Televisione

Le Iene, Servizio sul Doping nel Ciclismo (4 ottobre 2016)

Le Iene tornano a parlare di ciclismo, concentrandosi ancora una volta sul tema del doping. Con nuove dichiarazioni importanti sullo sport a due ruote.

Le Iene portano bene? Di sicuro non al ciclismo. Nella serata del 4 ottobre il noto programma televisivo in onda in prima serata su Italia 1 ha portato un altro attacco a uno degli sport più seguiti. Dopo l’intervista a Di Luca, è stato trasmesso un servizio per ricapitolare la situazione doping all’interno del movimento. Con qualche imprecisione.

La prima stoccata ricorda le parole di Di Luca, reo confesso dopo essere stato trovato dopato in due occasioni. Con conseguente squalifica a vita. Per “il killer”, come era soprannominato: Il 90% dei ciclisti che corrono il Giro d’Italia sono dopati. Arrivare tra i primi dieci senza fare uso di sostanze dopanti è impossibile”. Parole dure, che avevano scatenato la reazione di Vincenzo Nibali: “Danilo ormai è alla frutta. E’ un po’ cerebroleso”.

Il servizio de Le Iene prosegue con le dichiarazioni di Graziano Gasparre, anche lui reo confesso di aver usato il doping: “La maggior parte dei ciclisti sono dopati. Finire un Giro d’Italia a pane e acqua è davvero duro”. Poi una carrellata di grandi nomi che hanno ammesso l’uso di sostanze proibite. Da Armstrong a Zulle, da Ullrich a Rasmussen la lista è piuttosto lunga, ma ha un fattore comune: sono tutti atleti non più in attività da almeno sette-otto anni. Eccezion fatta per chi, come Tom Boonen e Luca Paolini, ha scontato la squalifica per poi riprendere a correre o ha appeso gli scarpini al chiodo dopo lo stop forzato.

I casi Froome e Wiggins

La parola passa poi a Francesco Reda, che ricorda di aver denunciato il sistema malato del ciclismo. Testimonianza dall’interno, lui che è stato fermato due volte per irregolarità nei controlli. Dopo il ricordo di una dichiarazione agghiacciante di Ettore Torri, si passa a considerare che la lista dei corridori fermati si è nel frattempo allungata. Il nome comparso è quello di Samuele Conti, corridore della Willier-Southeast. Un atleta che non vanta successi prestigiosi in una squadra che non è World Tour, e quindi non può prendere parte alle manifestazioni più importanti. Dettagli omessi dal servizio, che si concentra invece sul caso di Wiggins e Froome.

I due britannici sono stati accusati per l’utilizzo del Ventolin, un broncodilatatore legalmente dichiarato alla WADA. Pare però che i tempi e le modalità di queste dichiarazioni in alcuni casi (non in quello specifico dei due vincitori del Tour, come non è spiegato) non siano secondo la procedura standard.

Il microfono passa poi a Eddy Ratti, ex professionista trovato dopato, e quindi licenziato in tronco, nel 2010. La sua testimonianza mette dubbi sul ruolo di chi controlla i test anti doping della WADA, confermando le idee di Di Luca. Infine viene data parola a Marco Elli, ex direttore sportivo, che riconosce quanto sia “Marcio il mondo, e quindi anche le piccole parti che lo compongono”. Chiaro il riferimento al ciclismo. Il servizio si chiude invitando a parlare chi ha un’opinione differente da quella esposta nel servizio. Un riscontro che per la prima volta porterebbe a parlare anche chi non è stato escluso a vita dal ciclismo per recidività nel doping.

Il video del servizio de Le Iene citato è visibile a questo link, sul sito ufficiale del programma Mediaset.

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