Attualità

L’Isis finanziato anche dall’Italia?

A tenere banco negli ultimi giorni c’è la questione legata ai presunti finanziamenti dell’occidente verso il califfato e lo stato islamico dell’Isis. In molti si stanno chiedendo quale sia il tutto questo marasma il ruolo giocato dall’Italia. Gran parte degli introiti dell’Isis derivano dalla vendita di petrolio che genera un guadagno da 1 a 3 milioni di dollari giornalieri.

Un’altra fetta importante della ricchezza del califfato, deriva dal pagamento degli stati mondiali dei riscatti per i vari prigionieri che vengono risparmiati dal supplizio e dalla decapitazione. Per questo aspetto va ricordato che l’Italia ha contribuito solo lo scorso anno con circa 11 milioni di dollari per riscattare la libertà di Greta e Vanessa, rapite in Siria nel 2014. Infine ci sono anche le entrate dovute al contrabbando di reperti archeologici della civiltà cristiana in medio oriente.

La posizione dell’Italia si aggrava però sensibilmente quando si parla di traffico di armi: dal 2012 al 2014 l’Italia ha esportato in Kuwait 17 milioni di euro in armi da fuoco e in Qatar un valore addirittura di 146 milioni di euro. Nei sette anni precedenti al 2012 l’Italia ha venduto all’Arabia Saudita un totale di 375 milioni di euro per le armi vendute.

L’Italia in pratica non finanzia direttamente lo stato Islamico per quanto riguarda le armi, ma lo fa indirettamente vendendo armi ai paesi che poi finanziano in maniera diretta e nemmeno troppo velata la propaganda terroristica dell’Isis e del califfato islamico.

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Valentina Labattaglia

Laureanda in Letterature Moderne Comparate per il Corso di Laurea in Filologia Moderna, ho diversi anni di esperienza presso testate giornalistiche online, blog culturali e magazine. Mi occupo di serie tv, cinema, letteratura e credo che la cultura l'unica strada che ci può rendere migliori. Ho scelto la scrittura come forma d'arte per cambiare il mondo
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