Luigi Di Maio a #cartabianca: “Il Movimento 5 Stelle è pronto a Governare”

Marino assolto, parla Di Maio:
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Luigi Di Maio conferma che il MoVimento 5 Stelle è forte e pronto per governare. Intervenuto al talk show #cartabianca di Bianca Berlinguer, il vicepresidente del Senato ribadisce il “fallimento” della politica in Italia, dove non è più possibile operare una distinzione fra destra e sinistra: “La sinistra ha abolito l’articolo 18, la destra ha fatto Equitalia”. Nomina Renzi, del quale definisce “vergognose” leggi come il Jobs Act e il piano “Buona Scuola”.

LUIGI DI MAIO PARLA DELLA RAGGI

Nel Paese la situazione attuale è particolarmente arroventata, specialmente in questi giorni di proteste selvagge da parte dei tassisti. Di Maio risponde circa l’opportunità della sindaca Raggi di schierarsi con i manifestanti, chiarendo che la Prima cittadina ha innanzitutto cercato di riportarli all’ordine, esortandoli a riprendere il servizio. “La sindaca solidarizza con chi chiede legalità. All’inizio del 2017 era entrata in vigore una norma che istituiva il controllo del’abusivismo. Poi la Lanzillotta (la senatrice PD autrice del contestatissimo emendamento, ndr) ha detto: “Rinviamo di un anno”.

L’Amministratrice della Capitale deve tenere testa ad altre questioni. Come lo stadio della Roma, “un progetto da sviluppare nel rispetto del consumo di suolo pubblico e tenendo presenti i problemi di cementificazione”. E soprattutto – fa capire – fuori dalle mire dei palazzinari, rispetto a quello che verrà costruito intorno alla nuova struttura sportiva. “Sì” allo stadio, quindi, come era stato “No” alle olimpiadi: “In quel caso si sarebbe indebitato il comune, che doveva dare garanzie economiche. Abbiamo evitato che andasse in default”.

LUIGI DI MAIO E LE ELEZIONI ANTICIPATE

Ma tra le difficoltà su scala nazionale che l’Italia deve affrontare, c’è anche quello delle elezioni anticipate. I pentastellati si sentono pronti per andare al governo, sempre tenendo presenti le indicazioni che verrebbero dagli iscritti, ma la data “si allontana per il vitalizio. Per ambizione legata a interessi personali. Oggi 17 milioni  di cittadini sono a rischio povertà, ed il partito di governo o litiga e lascia il governo, o resta al governo senza litigare. Non può trascinare questo paese in una guerra tra bande”. Va precisato che il termine corretto non è più “vitalizio” – abolito dal 2012 – bensì “diritto alla pensione“, che comunque maturerebbe con il requisito minimo di 4 anni, 6 mesi e 1 giorno da parlamentare. Ovvero a settembre 2017.

LUIGI DI MAIO E LA STAMPA

Per quanto riguarda la stampa, l’onorevole dei 5 Stelle torna a parlare dei problemi con alcuni dei maggiori quotidiani italiani, e soprattutto con i poteri forti che secondo il Movimento rappresentano: ” Il Messaggero, La Repubblica e Corriere della Sera, cioè Caltagirone – cui abbiamo fatto saltare le olimpiadi – Debenedetti – tessera numero uno del PD – e Mediobanca – proprietaria al 10% del Corriere – . A loro ho chiesto le scuse per la faccenda dell’sms e non le ho ancora ricevute”.