Manchester by the Sea, Recensione del Film di Kenneth Lonergan

Festa del Cinema di Roma 2016, presentazione

Avvistato già alla Festa del Cinema di RomaManchester by the Sea è il terzo lungometraggio di Kenneth Lonergan (il suo primo film fu Conta su di me con Laura Linney e Mark Ruffalo) ed è già vincitore di numerosi premi alla sceneggiatura e all’attore protagonista e ora punta all’Oscar con ben 6 candidature. Ecco la recensione del film.

Manchester by the Sea è una piccola cittadina americana che si affaccia sul mare. E dal mare comincia questa storia. Lee Chandler (Casey Affleck) è un tranquillo tuttofare di Boston dal passato tormentato e doloroso che conduce un esistenza serena ma poco appagante. Pur essendo un uomo introverso, è un padre di famiglia premuroso e un marito appassionato per Randi (Michelle Williams). Quando un giorno apprende la notizia dell’improvvisa morte di suo fratello Joe (Kyle Chandler), Lee scopre di essere stato nominato tutore di suo nipote Patrick (Lucas Hedges) ed è costretto a tornare alle proprie origini, a Manchester by the Sea. Ed è proprio qui che Lee si troverà a fare i conti con i ricordi di un passato doloroso che lo porterà ad isolarsi sempre di più…

E’ curioso quanto in molti si siano accorti di una bella sceneggiatura fondata sulla riduzione dei dialoghi e sulla scansione delle piccole azioni come quella di Manchester by the Sea. Tuttavia, il film di Lonergan non è di semplice lettura, anche per l’uso del flashback e per il modo con cui il regista cerca di giostrare questo personaggio diviso tra passato e presente. E fin dalla prima visione del film si ha come l’impressione che saranno necessarie altre seconde e terze visioni per comprendere un film meno semplice di quel che vuole sembrare, anche per la non semplice convivenza tra il messaggio scritto e il messaggio visionario che il film mette in atto.

Il film di Kenneth Lonergan ci può far pensare a certi registi degli anni ’70, e in particolare al Bob Rafelson di Cinque pezzi facili e ad Hal Ashby per L’ultima corvé. Dal primo riprende il tema della difficile convivenza tra l’individuo e la società, mentre al secondo si riallaccia piuttosto per la visionarietà. Il film di Kenneth Lonergan è un amaro ritratto della solitudine umana che ha il volto di uno sconfitto Casey Affleck, che riesce ad essere magistrale pur nell’umiltà con cui affronta questo personaggio. La bellezza di Manchester by the Sea sta nel suo essere oggetto particolare e difficile da definire, nel suo non arrivare a conclusioni semplice e univoche.

Laureato in DAMS all’Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso “Darkside Cinema” e “L’Atalante”, è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, “Interno familiare”. Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.