Strage Marcinelle, polemiche sulle parole di Mattarella

Nel giorno della commemorazione, polemiche della Lega Nord sulle parole del Presidente Mattarella.

A 61 anni dalla strage di italiani a Marcinelle, la storia ritorna in primo piano. Mentre in Belgio sul luogo della tragedia ha avuto luogo una cerimonia toccante, in Italia le dichiarazioni del Presidente Mattarella fanno discutere il mondo politico intero. È stata paragonata, infatti, la stagione migratoria italiana a quella attuale degli sbarchi nel Mediterraneo. Il passato che ciclicamente ritorna presente.

“Generazioni di italiani hanno vissuto la gravosa esperienza dell’emigrazione – queste le parole del Presidente –  hanno sofferto per la separazione dalle famiglie d’origine e affrontato condizioni di lavoro non facili, alla ricerca di una piena integrazione nella società di accoglienza”.

Qui l’allusione al presente: “È un motivo di riflessione verso coloro che oggi cercano anche in Italia opportunità che noi trovammo in altri Paesi e che sollecita attenzione e strategie coerenti – sottolinea Mattarella – da parte dell’Unione Europea”. Parole che ribadiscono il ruolo attivo che il Presidente della Repubblica ha nelle situazioni politiche di scottante attualità. Sempre, c’è da dire, di concordo con le posizioni dell’esecutivo, mantenuto in carica proprio dal suo intervento del dicembre scorso.

Marcinelle, le critiche delle opposizioni

La commemorazione ufficiale non è piaciuta alle opposizioni che hanno criticato in particolar modo il passaggio sull’immigrazione. “Mattarella paragona gli italiani emigrati (e morti) nel mondo ai clandestini mantenuti in Italia per fare casino? Si vergogni. Mattarella non parla a nome mio”, ribadisce il leader della lega Matteo Salvini su Twitter. A seguire dichiarazioni simili di altri esponenti del Carroccio: “Paragonando questi richiedenti asilo nullafacenti agli italiani morti a Marcinelle – ribadisce il parlamentare leghista Grimoldi – il presidente Mattarella infanga la memoria dei nostri connazionali. Si vergogni”

Nei giorni più caldi per la politica italiana, in cui si stringono accordi con la Libia di Sarraj e monta il caso Iuventa, la polemica è all’ordine del giorno. Sia maggioranza che opposizione, infatti, stanno giocando in queste settimane la loro partita decisiva prima dell’apertura della campagna elettorale imminente. E non sono risparmiate neanche le commemorazioni storiche.

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Idealista e sognatore studente di Lettere presso l’Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa, principalmente politica e temi sociali.
Twitter: @MattSquillante