Marine Le Pen rinviata a giudizio per odio razziale

Marine Le Pen rinviata a giudizio per odio razziale

Marine Le Pen è stata rinviata a giudizio per odio razziale e dovrà comparire in aula il 20 ottobre prossimo. Quello che le viene contestato è ciò che ha dichiarato, nel dicembre 2010, durante un comizio per le primarie, paragonando il costume musulmano delle preghiere in strada all’Occupazione Nazista della Francia durante la seconda guerra mondiale: “Mi dispiace, ma per quelli che evocano sempre la seconda guerra mondiale, se ci mettiamo a parlare di Occupazione allora parliamone, perché questa è un’occupazione del territorio”.

La leader del Front National, che a differenza del padre non era mai stata rinviata a giudizio prima d’ora per “incitamento all’odio razziale”, ha considerato scandaloso il fatto di essere perseguita dalla legge, nel Paese della libertà d’espressione, per un’opinione pubblica. Inoltre, ha dichiarato che, senza dubbio, si presenterà in tribunale perché non vuole perdersi un’occasione simile.

Tra meno di un mese, quindi, conosceremo il destino della deputata del Parlamento Europeo dal 2009, ma è un dato di fatto che – come sottolinea il Corriere della Sera – ciò che è accaduto segna una oggettiva battuta d’arresto nel processo di normalizzazione del Front National; La Le Pen dovrà, infatti, difendersi da accuse che lei stessa ha di recente mosso al fondatore Jean-Marie Le Pen, padre di Marine, espulso dal partito per dichiarazioni inopportune proprio sul nazismo.