Attualità

I Messaggi su Facebook sono controllati: la rivelazione di Zuckerberg

La privacy all’interno di Facebook è destinata a far discutere ancora per molto, sia a livello nazionale negli USA che internazionale, soprattutto alla luce delle ultime dichiarazioni di Mark Zuckerberg. L’ideatore di facebook ha di fatto ammesso che il colosso social controlla ogni singolo messaggio che viene inviato tramite l’app di Messenger. Secondo quanto detto dallo stesso ideatore in un’intervista al Daily Mail, Facebook analizza il contenuto di ogni messaggio al fine di bloccare sul nascere qualsiasi tipo di violazione delle proprie linee guida.

Affianco allo scandalo Cambridge Analytica ora si prospetta quello di una privacy mai rispettata dal colosso social della Silicon Valley. Intanto cambiano i numeri, e di molto ad essere sinceri, degli account venduti alla società britannica. Se dapprima si parlava di 50 milioni di utenti che si sono visti venduti i dati, adesso si parla di circa 80 milioni di utenti i cui dati sono stati analizzati e venduti, 187 mila quelli italiani. A comunicare questo dato è Mike Schroepfer, chief technology officer of Facebook, il quale afferma anche che le misure restrittive a protezione della privacy siano anche pronte per essere attive.

Sospesi 273 account russi e il Congresso dell’11 aprile

Intanto tramite un post sul proprio profilo social, Zuckerberg afferma che oltre 273 tra profili e pagine sono state chiusi o sospesi in Russia, che erano stati identificati come affiliati all’IRA, Internet Research Agency, una compagnia russa accusata di essere coinvolta in campagne propagandistiche in grado di influenzare l’opinione pubblica in prossimità di elezioni politiche. Un segnale, anche abbastanza chiaro, come i vertici di Facebook vogliano cambiare tendenza dopo lo scandalo datagate. Il dibattito ora si sposta sulla tempestività: avrà fatto in tempo Facebook a proteggere i dati dei propri utenti o è l’ennesima azione tardiva?

mark-zuckerberg-facebook

Questa risposta Mark dovrà darla l’11 aprile di quest’anno, quando sarà dinanzi al Congresso americano. Dinanzi al Paese intero dovrà dare risposte concrete e chiarire la posizione del colosso social nello scandalo Cambridge Analytica. Zuckerberg sarà ascoltato con molta attenzione dai membri della commissione per l’Energia e il Commercio della Camera sull’uso e la protezione dei dati. Ai Washington non è piaciuta l’idea che, proprio grazie a Facebook, i dati siano arrivati a chi non di dovere. Una faccenda, questa della privacy, che la politica americana non vuole lasciar cadere e che avrà enormi ripercussioni e complicazioni.

Le reazioni

La Commissione europea indagherà sul caso dei dati personali condivisi da Facebook, che consideriamo inaccettabile” – ad affermarlo è il portavoce dell’esecutivo europeo che prosegue poi – “I dati resi noti dal colosso americano confermano infatti che utenti europei sono stati coinvolti“. Intanto la stessa fonte sostiene come anche la commissaria alla giustizia UE, Jurova, abbia “scritto una lettera a Facebook la scorsa settimana chiedendo ulteriori spiegazioni entro due settimane” e “Facebook ha già detto di essere disponibile a chiarimenti“.

Flessione Facebook

Lo stesso Zuckerberg ha affermato, sempre nell’intervista, come serviranno anni, forse decenni, per risanare i disastri, non sono economici, di questi ultimi due mesi. La piattaforma è stata ampiamente accusata di traffico e vendita di dati sensibili, con Cambridge Analytica, e dunque ha perso di credibilità agli occhi degli utenti e dei politici.

Brian Action, co-founder di Whatsapp, ha lanciato una campagna per cancellare il noto social Facebook e questa provocazione (?) è stata subito colta al balzo da tantissimi imprenditori e personaggi noti quali Elon Musk, che ha cancellato le pagine social riguardanti le sue aziende Tesla e Space X.

Una perdita, troppo consistente ora, che ha spinto lo stesso Zuckerberg a scendere in campo per difendere la sua creatura e cercare di rilanciarlo dinanzi a chi ormai lo ritiene uno strumento inutile e violabile e vorrebbe solo infliggerli il famosissimo colpo di grazia. Facebook sopravviverà o morirà? L’11 aprile lo scopriremo.

Tag

Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.
Back to top button
Close
Close