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Morto in Ospedale a Napoli: cadavere lasciato in corridoio per ore

Nel giorno dell’autopsia del giovane morto al pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare di Napoli, il direttore generale dell’Asl Napoli 1, Mario Forlenza, annuncia la rimozione dall’incarico del direttore sanitario, Rosario Lanzetta.

Il ragazzo, Antonio Scafuri, era stato ricoverato poco prima delle 22 del 16 agosto per un politrauma in seguito ad un incidente stradale avvenuto ad Ercolano. Scafuri necessitava di una AngioTac. Al Loreto Mare mancava il macchinario necessario che invece era al Vecchio Pellegrini. Nelle quattro ore successive, secondo quanto dichiarato dal primario del pronto soccorso, ci sono stati litigi tra infermieri e medici perché non si riusciva a reperire il personale medico e paramedico adeguato per consentire il trasferimento.

Intanto Antonio è stato lasciato su una barella, in una medicheria, il cui bagno è solitamente utilizzato dai pazienti e dei loro parenti. E’ morto lì, tra le lacrime di suo padre che non aveva mai smesso di chiedere aiuto. Il cadavere è rimasto nel corridoio per ore prima di essere trasferito. “Abbiamo chiesto al dirigente dell’Asl di prendere provvedimenti coerenti con la valutazione fatta su quanto successo al Loreto mare”. Così, il governatore Vincenzo De Luca commenta la rimozione del direttore del Loreto Mare che ha aggiunto: “Le vecchie storie della sanità campana sono finite. Chi sbaglia paga e non ci sono santuari, a maggior ragione quando c’è un giovane che muore. Per la parte medica c’è un’ indagine in corso, valuterà la magistratura. Ma per le carenze organizzative e i comportamenti inaccettabili emersi andavano presi provvedimenti drastici e sono stati presi”.

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Intanto ieri è cominciato l’esame sul cadavere al Secondo Policlinico. Ad oggi, non è emerso nessun dettaglio rilevante. Tra gli indagati per la morte di Antonio Scafuri c’è anche il medico a cui il paziente era stato affidato appena arrivato in Pronto Soccorso, che era già stato sentito in Procura nei giorni scorsi per replicare alle accuse su presunti ritardi che avevano costretto il responsabile del pronto soccorso Pietroluongo a inviare una nota alla direzione sanitaria. Sotto inchiesta anche i suoi colleghi Alfredo Bottiglieri, ortopedico, Giuseppe Frongillo, chirurgo, Dania Sannino, anestesista, Giuseppe Sarti, radiologo, Francesco Cirillo, anestesista. L’ipotesi è quella di omicidio colposo.

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Francesca Marciello

Classe 1996, pugliese d'origine ma d'animo cosmopolita. Non ha ancora deciso cosa fare da grande ma nel frattempo scrive, viaggia e legge tanti libri. E' un'inguaribile idealista con la tendenza a parlare (forse) troppo e (sicuramente) troppo velocemente. A Francesca piace: l'odore dei libri nuovi, canticchiare il tema musicale della 20th Century Fox prima dell'inizio di un film, la pizza. A Francesca non piace: l'arancione, il rap e chi è difficile da entusiasmare.
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