Attualità

Murales del bacio tra Salvini e Di Maio cancellato

È meraviglioso come le forze dell’ordine siano tempestivamente intervenute a Roma per la rimozione dei due ”stiker” rappresentanti un bacio tra Salvini e Di Maio (i due Leader del momento) e la Meloni Giorgia sorridente con in braccio il bambino di colore.
A volerla dire tutta gli “sticker” erano tre, l’ultimo riguardava Francesco Totti (simbolo della Roma calcistica), raffigurato con un indosso un saio francescano attorniato da colombe della pace. Ovviamente anch’ esso prontamente rimosso più per “par condicio” che per “imbrattamento contrario al decoro cittadino”.
Le tre opere di TvBoy, ricordiamo artista palermitano, famoso in tutto il mondo per la sua satira provocatoria e a volte irriverente, avevano un titolo ben preciso: “Amor Populi”, un richiamo, se pur sarcastico, alle accuse di populismo, a cui i due partiti, che hanno vinto le elezioni lo scorso 4 marzo, sono accomunati.
“L’arte ha il potere di immaginare un mondo parallelo,racconta TvboyIn realtà è un bacio che è impossibile ma potrebbe anche essere possibile perchè potrebbe esserci un’alleanza tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega. Ognuno lo può interpretare a modo suo e si può vedere sia come un bacio di benvenuto o come un bacio d’addio. Comunque è stato il bacio più corto della storia” 
Le opere sono state censurate così, in un modo anche un pò precario. Infatti, in un primo momento sono state coperte alla vista dei passanti con dei cartoni, e a far da guardia, affinchè a nessuno venisse in mente di guardarli, c’erano le forze dell’ordine che intanto aspettavano gli operai dell’AMA per la cancellazione definitiva delle immagini “indecorose”. 
Personalmente, ritengo che l’operazione di rimozione effettuata a Roma,atta alla preservazione e conservazione del decoro della Capitale d’ Italia”, ha dell’incredibile, e la loro cancellazione è stato un atto grave di censura immotivata. E sono più che mai convinto che la satira, anche quella espressa con un murales, debba essere accettata e rispettata, soprattutto dalle istituzioni che si dicono e vogliono essere democratiche.
Inoltre, mi piace ricordare che la Satira visiva è di per sé, incisiva e graffiante, e non ha bisogno di troppe spiegazioni perché l’arte di strada è proprio questo.
Ancora una volta si apre il dibattito tra la Satira e la Diffamazione. Un confine labile che a volte ci fa perdere di vista il significato di Satira, confondendolo con la diffamazione.
La satira, in particolare questa satira, si contraddistingue anche per il suo dissacrante sarcasmo nei confronti di temi come la politica e lo stato sociale. Possiamo indignarci, possiamo non essere d’accordo possiamo trovarlo di cattivo gusto e perfino presentare una querela, ma non possiamo definire un murales “un aggressione socialmente intollerabile”. 
Del resto se si fa una ricerca nella letteratura attraverso i secoli passati, anche il riso è definito da molti studiosi come “un atto aggressivo” e per alcuni antropologi “la fenomenologia della risata sarebbe un’evoluzione umana del digrignare i denti degli animali”. 
La satira è anche questo un’etica alla rovescia. È l’occuparsi di temi rilevanti discussi nella sfera pubblica con la finalità, non ultima, di “aggredire” le ipocrisie.
Questo era il significato da dare ai  tre Murales-Sticker, una rappresentazione, anche se dissacrante, del “Diritto alla Critica” che ciascun cittadino ha in un Paese che si professa libero e democratico per il quale tale diritto va salvaguardato e difeso.
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Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.
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