Novità Legge di Stabilità 2016: Abolita Tassa prima Casa e diminuiti Ires e Canone Rai

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E’ stata varata dal Consiglio dei Ministri la Legge di Stabilità 2016. Quali sono le sue principali novità? Innanzitutto l’abolizione della tassa sulla prima casa, poi anche il taglio dell’Ires, la diminuzione del canone rai, oltre che incentivi per chi assume e l’innalzamento del limite dell’utilizzo dei contanti da 1000 a 3000 euro. Ma andiamo per ordine e vediamo più nel dettaglio le maggiori novità della Legge di Stabilità 2016 che passa ora all’esame del parlamento e degli organi istituzionali europei.

Una delle maggiori novità della Legge di Stabilità 2016 che interessa un po’ tutti i contribuenti e che un po’ tutti aspettavano, è l’abolizione delle tasse sulla prima casa. Dal prossimo anno di imposta dunque non bisognerà più pagare la Tasi sulla prima abitazione. Questo provvedimento vale anche per le cosiddette abitazioni di lusso (cat.A1,A8,A9) che non solo non pagheranno più la tassa sui servizi indivisibili, ma anche anche l’Imu a cui ancora erano soggetti.  Lo sgravio totale dell’Imu riguarderà anche i terreni agricoli e i macchinari “imbullonati” al suolo nelle grandi fabbriche

Tra le misure previste c’è anche un intervento fiscale che si articola in due tempi per le imprese: prima attraverso i cosiddetti “superammortamenti” e poi con il taglio dell’Ires, l’imposta sul reddito delle società che sarà ridotta dal 27,5% al 24%. Questo varrà pero’ solo a partire dal 2017.

La Legge di Stabilità è intervenuta anche sul Canone Rai, una tassa molto odiata dagli italiani. Esso è stato abbassata da 113 a 100 euro e, per cercare di abbattere l’evasione arriverà con la bolletta. Dal 2017 il canone scenderà a 95 euro.

Per chi si aspettava un abbassamento dell’età pensionabile è invece rimasto deluso. E’ stata invece prevista la proroga per la cosiddetta “opzione donna”, che consente alle lavoratrici di mettersi a riposo con molto anticipo (il requisito attuale è 35 anni di contributi e 57 anni di età) ma con forti tagli sull’assegno. Sarà inoltre consentito a chi ha almeno 63 anni e 7 mesi di età di lavorare par-time negli ultimi mesi della propria carriera con una retribuzione vicina a quella ordinaria.

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