Politica

Nuovo Governo, Di Maio: “Pronti a collaborare con Mattarella”

Riparte da Napoli la campagna elettorale del popolo del 32%, quella che per molti osservatori  non si è mai conclusa nonostante un accordo dei 5Stelle e della Lega per la formazione della compagine governativa.

Il Movimento 5 Stelle, con il suo Luigi Di Maio, si è dato appuntamento ieri sera a Napoli in largo Berlinguer, all’altezza della fermata della metro in via Toledo. È stato il primo comizio di questa campagna elettorale permanente, dopo la rinuncia a formare un nuovo governo con la Lega.

Quello di ieri è stata una vera chiamata del popolo pentastellato alla mobilitazione, in preparazione della cavalcata verso Roma il prossimo 2 giugno Festa della Repubblica,

È stato un vero bagno di folla corroborante per Luigi Di Maio. Infatti erano moltissime le bandiere esposte, prevalenti quelle tricolori e quelle del Movimento Cinque stelle e quelle con lo slogan «#Ilmiovotoconta».

«Per quanto riguarda l’impeachment prendo atto che Salvini non lo vuole fare e ne risponderà lui come cuor di leone ma purtroppo non è più sul tavolo perché Salvini non lo vuole fare e ci vuole la maggioranza», ha detto Di Maio al suo arrivo a Napoli accogliendo consigli di Grillo che invita alla moderazione.

Di Maio

Nuova collaborazione con il Quirinale

«Spero che si vada alle elezioni il prima possibile ma in una situazione politica molto difficile resta una posizione coerente ma collaborativa con il presidente della Repubblica Mattarella per uscire a risolvere quella che è l’attuale crisi che stiamo vivendo», ha poi aggiunto il leader del M5S. E ancora: «Voglio dire che questa crisi di certo non l’abbiamo generata noi. E voglio dire anche che se i mercati hanno paura che l’Italia esca dall’euro è perché qualcuno ha fatto girare questa balla che questo governo voleva uscire dall’euro ma la nostra volontà non è mai stata quella».

E a proposito di un eventuale governo Cottarelli, taglia corto: «Cottarelli è andato al Quirinale di nuovo e se ne è tornato, non c’è stato un solo gruppo parlamentare che ha detto che lo sostiene, perché tutti sanno che se fanno partire un altro governo tecnico non prendono zero, ma meno dieci, meno venti».

«Per tornare al voto – ha aggiunto Di Maio – non serve la bandiera del movimento, ma la bandiera italiana. Perché in quei colori c’è il popolo italiano e la sovranità appartiene al popolo italiano non a quello tedesco». Questo passaggio del discorso del leader M5s è stato salutato da uno sventolio di bandiere tricolori.

Nuova ipotesi di governo gialloverde

Sul fronte “nuovo governo” dobbiamo registrare che ieri è stata una giornata di forti fibrillazioni al Quirinale.  Il presidente incaricato Cottarelli arriva e se ne va senza sciogliere la riserva e senza i ministri annunciati. Quanto tutto sembra pronto per il giuramento, ecco che rispunta l’ipotesi gialloverde con Giorgetti premier. Questa nuova schiarita sembra allontanare l’ipotesi di un esecutivo di transizione fino a nuove elezioni. Il Colle deve decidere se accettare la proposta di riannodare i fili della trattativa con i “gialloverdi”, dopo il ritiro dell’impeachment e la rinnovata disponibilità a collaborare espressa da Di Maio. E se Salvini rinuncerà al nome di Paolo Savona all’economia, che aveva fatto saltare il precedente tavolo. L’altra opzione è rimandare subito l’Italia alle urne. Le dichiarazioni di Salvini rese in queste ultime concitate ore vanno tutte verso la strada deloo scioglimento delle Camere e del voto prima possibile, fatte salve le ferie degli italiani. E si appella pubblicamente a Mattarella: «Presidente, dia agli italiani la data delle elezioni e gli italiani faranno giustizia in cabina elettorale di quello che e’ successo in queste settimane». «Speriamo non a fine luglio, perché ci sono le sacrosante ferie degli italiani, ma prima si vota meglio è» ripete il leader della Lega in comizio a Pisa. «Quello che non ci hanno fatto fare adesso lo faremo a furor di popolo tra due-tre mesi» aggiunge, : «Andremo al voto con chi sostiene il nostro programma – spiega -, se non cambiano alcune regole europee per l’Italia è finita». I toni restano in effetti da campagna elettorale: «Ci è stato detto no perché a qualcuno a Berlino, Bruxelles e Parigi non eravamo simpatici – sostiene – Dobbiamo essere liberi, i tedeschi si facciano gli affari dei tedeschi, all’Italia pensiamo noi».

È un momento molto delicato e soprattutto di estrema debolezza delle istituzioni e della politica più in generale. Siamo veramente giunti in un vicolo cieco, vulnerabili ed esposti a tutti i venti con i titoli bancari che sprofondano. Situazione ben presente a tutti e principalmente  al governatore di Bankitalia in prima linea sul fronte del credito, preoccupato per la «delicatezza e straordinarietà del momento».

 

 

 

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Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.
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