Cinema

“O Ornitólogo” al Torino Film Festival 2016: Recensione

Altro titolo proveniente da Locarno, dove aveva già fatto parlare di sé, il film del portoghese João Pedro Rodrigues ha attirato una folta schiera di curiosi presso la Sala 2 del Cinema Massimo, nel corso del 34° Torino Film Festival.

Film difficile, lentissimo e con pochissimi dialoghi, O Ornitólogo (The Ornitologist) ha incantato la sala, sventando le possibili fughe che di solito vedono protagonisti proprio questo tipo di film. Merito di una regia sempre viva, o di una storia che si evolve in maniera inaspettata, o di una varietà tematica. Fede, spiritualità, natura, doppio e omosessualità si fondono nel nuovo film di João Pedro Rodrigues.

Fernando (Paul Hamy) decide di compiere un viaggio attraverso in fiume, dedicandosi allo studio dell’ornitologia, il suo campo, è in particolare all’avvistamento delle cicogne nere, esemplari rarissimi. Ma lungo il tragitto, viaggiando in kayak, viene travolto dalle rapide e si perde. In suo soccorso arrivano due ragazze cinesi, pellegrine che stanno compiendo il cammino per Santiago, malate di fanatismo che lo legano per impedirgli di fuggire. Superata questa difficoltà, Fernando fa un nuovo incontro: quello con Jesus, un giovane pastore di capre sordomuto che conduce anch’egli un’esistenza solitaria. Il rapporto tra due uomini è destinato ad avere un risvolto trascendentale…

Pur cominciando con una narrazione che rimanda a Werner Herzog o ad Apocalypse now di Coppola, O Ornitólogo è invece un racconto agiografico: la storia moderna di Fernando, infatti, non è che una metafora sul percorso iniziatico di Sant’Antonio da Padova. Confrontando la biografia del santo con la trama del film, infatti, tutto torna: la nascita in Portogallo, il nome di battesimo di Fernando, lo scontro con le popolazioni barbare, l’incontro e l’amore con Cristo…

O Ornitólogo è un film dove di concreto non succede nulla. Si offre piuttosto alla visione del pubblico qualcosa che lo spettatore già sa, ma gli viene presentata sotto forma di messaggio cifrato. Opera criptica e geniale, è finora uno dei migliori film visti al Festival.

“Jesus”, primo film in concorso al Torino Film Festival: Recensione

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Claudio Rugiero

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.

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