Papa Francesco incontra gli insegnanti: “Peccato siano pagati poco”

Anno Santo Straordinario, Papa Francesco: “Dedicato alla Misericordia”

Papa Francesco si schiera con gli insegnanti. Il monito del Santo Padre rimbalza e fa rumore, soprattutto ora che la Riforma della scuola è all’attenzione del Governo e del Consiglio dei Ministri. “Insegnare è un lavoro bellissimo, peccato che gli insegnanti siano malpagati: è un’ingiustizia.” L’occasione per discutere dell’argomento è stato l’incontro con l’Unione Cattolica Insegnanti Medi durante la quale Papa Francesco ha sottolineato lo stato di difficoltà in cui sono costretti ad operare coloro che dovrebbero formare le future generazioni.

Il monito però è generale e non riguarda soltanto l’Italia. Il Papa, infatti, affronta anche la questione relativa alle condizioni degli insegnanti argentini: “Nel mio Paese i poveri insegnanti per avere uno stipendio che sia utile debbono fare due turni. E mi chiedo: un insegnante come finisce dopo due turni?”

Per il Papa, che proprio ieri ha annunciato il Giubileo Straordinario, insegnare è bellissimo perché “è un lavoro che consente di veder crescere ogni giorno le persone che sono affidate alle cure degli insegnati. È un po’ come essere genitori.” È proprio in questo caso che il Papa coglie nel segno: si perché spesso i professori e i maestri assumono quel ruolo che dovrebbe svolgere la famiglia. Spesso insegnare non significa soltanto svolgere il ruolo di formatori ma quello di educatori, soprattutto in un’epoca in cui le famiglie, complice anche il poco tempo da dedicare ai figli, spesso non riescono a svolgere quel ruolo che la società attribuisce loro.

Poi arriva il richiamo a prestare maggiore attenzione agli studenti più deboli, a quelli difficili, a tutti quelli che di studiare proprio non hanno voglia, ai disabili o a tutti coloro che sono in situazioni di disagio. Per il Papa Gesù direbbe: “Se amate solo quelli che studiano, che sono ben educati, che merito avete? Qualsiasi insegnante si trova bene con questi studenti. Un’associazione di insegnanti cristiani, se vuole testimoniare la propria ispirazione, deve impegnarsi nelle periferie della scuola.”

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Napoletano di nascita e cilentano d’adozione, è appassionato di letteratura sportiva e del Calcio Napoli. Nasce economista per svista con la grande necessità di comunicare e di trasmettere. Di condividere e di parlarne. Il tempo libero è dedicato alle sue grandi passioni, tra cui i cani. Massimo Esposito su Twitter