Papa Francesco Oggi: Udienza con i “Giovani Cavalieri”

Papa Francesco ha risposto, nell'udienza di oggi, alle domande dei "Giovani Cavalieri"

Papa Francesco ha inaugurato la nuova catechesi sulla speranza cristiana

Alle 12:00 di oggi 2 giugno 2017, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza i ragazzi di scuola media inferiore che partecipano all’esperienza educativa cristiana “Graal” o “I Cavalieri”. Durante l’udienza, i ragazzi hanno posto delle domande al pontefice il quale ha risposto loro “a braccio”, spiegando con semplici parole, alcuni argomenti caldi come ad esempio le sofferenze dei bambini.

Papa Francesco in Udienza: le domande dei ragazzi

Quello tra Francesco e i giovani è un rapporto meraviglioso e lo abbiamo visto fin dall’inizio del suo pontificato. Oggi nel ricevere i “giovani cavalieri” ha risposto ad alcune domande postegli e alle quali il Pontefice ha risposto a braccio. La prima domanda è stata posta dalla giovane Marta la quale ha chiesto al pontefice: “In questo periodo mi turba molto il fatto che, essendo in terza media, l’anno prossimo non vedrò la maggior parte dei miei migliori amici e ho paura del salto tra le medie e il liceo. Come farò, poi?” La risposta di Papa Francesco è arrivata subito: “Io ti dirò questo. La vita è un continuo ‘buongiorno’ e ‘arrivederci’. Tante volte sono cose piccole, ma tante volte è un ‘arrivederci’ per anni o per sempre. Si cresce incontrandosi e congedandosi. Se tu non impari a congedarti bene, mai imparerai a incontrare nuova gente. Quello che tu dici qui, è una sfida, è la sfida della vita. E’ vero, i tuoi compagni non saranno gli stessi – forse li vedrai, parlerai…, ma ci sono nuovi compagni che tu devi incontrare, e quella è la sfida”. 

Dopo è stato il turno di Giulia, la quale ha chiesto al Papa, cosa i giovani possono fare di concreto per il mondo dopo tutto quello che sta accadendo, Francesco ha risposto così: “Possiamo pensare di chiamare una fata che venga con la bacchetta magica e cambi il mondo. Si può fare questo? Come si cambia il mondo? È possibile cambiare il mondo? Rispondete voi, tutti: è possibile?”, a tale domanda i ragazzi hanno risposto con un accorato no! La risposta reale di Papa Francesco è stata la seguente: “Ci vuole la mano aperta. La mano è un simbolo del cuore, non possiamo fare questo con il cuore qui, sarebbe difficile… Ma è un simbolo del cuore: cuore aperto. Voi potete incominciare a cambiare il mondo con il cuore aperto. Poi viene l’altra domanda che faccio ai bambini. E se tu hai una caramella sola e viene un amico, cosa fai? Non è facile! La maggioranza risponde: ‘Metà e metà’. E questo è così o così? (fa il gesto con la mano, ndr), metà e metà… E alcuni dicono: La metto in tasca e me la mangio da solo. Questo come è? Così o così? (fa il gesto con la mano, ndr) Fate vedere bene… Il mondo si cambia aprendo il cuore, ascoltando gli altri, accogliendo gli altri, condividendo le cose”.

Papa Francesco in Udienza: la domanda di Tanio e le conclusioni

Quella di Tanio, un ragazzo adottato è stata una domanda alquanto toccante probabilmente relativa al suo passato, infatti il giovane ha posto la seguente domanda al Pontefice: “Come si fa a credere che il Signore ti ama, quando ti fa mancare persone o accadere cose che tu non vorresti mai? Papa Francesco dopo aver ascoltato con molta attenzione ha poi così risposto al giovane Tanio: “Tu sai, ci sono domande – come quella che tu hai fatto – alle quali non si può rispondere con le parole. Tanio, tu hai fatto questa domanda e non ci sono parole per spiegare. Soltanto, troverai qualche spiegazione – ma non del “perché”, ma del “para que” [“a che scopo”] – nell’amore di quelli che ti vogliono bene e ti sostengono. Non è una spiegazione del perché succedono queste cose, ma c’è gente che ti accompagna”.

Seguendo lo stesso discorso, Francesco ha poi continuato sulle sofferenze dei bambini, specialmente durante le visite in ospedale ha spiegato Bergoglio, un concetto già ribadito qualche settimana fa: “Quando mi faccio io nella preghiera la domanda ‘perché soffrono i bambini?’, di solito la faccio quando vado negli ospedali dei bambini e poi esco – ti dico la verità – con il cuore non dico distrutto, ma molto addolorato, il Signore non mi risponde. Soltanto guardo il Crocifisso. Se Dio ha permesso che suo Figlio soffrisse così per noi, qualche cosa deve esserci lì che abbia un senso. Ma, caro Tanio, io non posso spiegarti il senso. Lo troverai tu: più avanti nella vita o nell’altra vita”. Al termine delle domande, il Pontefice ha poi concluso così: “E prendendo un po’ il dolore dell’ultima domanda, ci rivolgiamo alla Mamma, alla nostra Mamma del cielo, alla Madre: Lei capisce, come tutte le mamme, il dolore, e preghiamo insieme la consacrazione”.