Papa Francesco, Udienza Oggi 19 aprile: “Il Cristianesimo non è ideologia”

Papa Francesco oggi in udienza: "Il Cristianesimo non è ideologia"

Francesco - Il Papa della gente: Anticipazioni Prima Puntata (7 dicembre 2016) 1

Salito alle 9:30 di stamani sulla papamobile, il Santo Padre Francesco si è recato in Piazza San Pietro per il consueto giro tra i fedeli prima dell’udienza generale del mercoledì. Durante il tragitto si è soffermato a salutare i bambini, a benedire i fedeli accorsi numerosi dall’Italia e da tutte le parti del mondo. Il breve viaggio tra i fedeli è stato accompagnato dal suono di una banda musicale riunitasi per l’occasione e da vari canti. A metà percorso c’è stato un piccolissimo imprevisto, poiché un soffio di vento ha fatto volare lo zucchetto del Pontefice che però è stato recuperato poco dopo dagli uomini della gendarmeria.

LE PAROLE DEL PAPA DURANTE L’UDIENZA

Dopo il segno della croce e il saluto liturgico, nelle diverse lingue è stata letta la prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi. Al centro dell‘udienza di oggi è ritornato nuovamente il tema della Speranza, tema molto caro a Papa Francesco, il quale durante le scorse udienze e omelie ha parlato di speranza cristiana. Oggi alla luce della Pasqua, la speranza cristiana affonda le sue radici in Cristo Risorto. Paolo parlando ai Corinzi, parla proprio della Resurrezione come ha spiegato il Pontefice: “L’apostolo vuole dirimere una problematica che a Corinto era al centro della discussione, la Resurrezione. Tutto oggi si basa su questo presupposto. Paolo parla di un dato inoppugnabile, è un fatto un semplice fatto che è intervenuto nella vita di alcuni persone, il cristianesimo parte da qui, non è un’ideologia ma è un cammino di fede che parte da un avvenimento: Gesù è morto per i nostri peccati, questo è il fatto che riassume Paolo, cioè Gesù è vivo, questo è il nocciolo del messaggio cristiano”. 

La Resurrezione dunque è la speranza che deve raggiungere il cuore dei cristiani e la morte è più che altro un fatto storico ma la resurrezione è il vero atto di fede, quello che deve aprire il cuore: “Gesù è resuscitato, se fosse morto dedizione suprema, ma non è stato un eroe è morto ed è risorto, le fede nasce dalla resurrezione, accettare che morte non è un atto di fede è un fatto storico ma che è risorto si! Quella è la fede”. 

“DIO FA CRESCERE I SUOI FIORI PIÙ BELLI NELLE ZONE PIÙ ARIDE”

Nella seconda parte della catechesi, il Pontefice ha parlato proprio di Paolo che da persecutore è diventato apostolo. Proprio Paolo cita egli stesso nella sua lettera e lo fa all’ultimo come spiega Papa Francesco: “In cima all’elenco c’è Kephas e il gruppo dei dodici, poi cinquecento fratelli che potevano rendere testimonianza, poi viene citato Giacomo e infine lui stesso. Paolo dice di sé stesso con un aborto, Paolo usa questa espressione perché la sua storia è problematica, non era un chierichetto era un persecutore, aveva un quadro perfetto di vita ma un giorno avviene ciò che era assolutamnte imprevedibile, l’incontro con Gesù sulla via di Damasco, un evento che gli avrebbe capovolto il senso della vita e il persecutore diventa apostolo”.

Papa Francesco ha inaugurato la nuova catechesi sulla speranza cristiana

Prendendo l’esempio di Paolo, il Santo Padre ha spiegato dunque che: “il Cristianesimo essenzialmente è questo, non tanto la ricerca di Dio ma piuttosto la ricerca di Dio nei nostri confronti, il cristianesimo è grazia è sorpresa e per questo motivo presuppone un cuore capace di stupore”.

 Infine il Santo Padre, lo aveva fatto durante il Triduo Pasquale e lo ha nuovamente ricordato oggi, ovvero quello di guardare al Sepolcro per capire e vedere che veramente Cristo è risorto e da cristiani, Francesco ci invita ad andare nel sepolcro del nostro cuore come egli stesso spiega: “Allora anche se siamo peccatori e tutti noi lo siamo, nel mattino di Pasqua possiamo fare come quelle persone che hanno fatto nel Vangelo, andare nel sepolcro e vedere che Dio sta realizzando per noi un futuro inaspettato. Il sepolcro è nel nostro cuore, andate a vedere. Dio fa crescere i suoi fiori più belli in mezzo alle parole più aride, essere cristiani vuol dire partire da Cristo perché egli è qui con noi è vivo e Risorto”. 

Laureando in Scienze Religiose, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell’arte in generale.
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