Pensioni Novità Oggi: Anticipo Pensionistico (Ape) verso il rinvio?

Anticipo pensionistico: i sindacati in tensione, ma il Governo rassicura

APE pensionistica? Come funziona l'uscita anticipata

L’atteggiamento del Governo è rassicurante in tema di pensioni: l’Ape, l’Anticipo pensionistico introdotto nella legge di bilancio per il 2017, partirà il 1° maggio. L’ha ribadito questa mattina il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al termine dell’incontro con Cgil, Cisl e Uil sulla previdenza per i giovani. C’è preoccupazione, tra i sindacati, e non a torto: i decreti attuativi per dare forma al provvedimento avrebbero dovuto essere emanati entro 60 giorni dall’approvazione della legge, ovvero non oltre il 2 marzo, ma maggio si avvicina, e nessuna emanazione si è ancora vista.

Eppure i decreti presidenziali sono stati messi a punto ed erano già stati annunciati nel mese di marzo: manca ancora il via libera da parte del Consiglio di Stato, la qual cosa può richiedere fino a 30 giorni. Il ministro Poletti, però, ha assicurato che la svolta è vicina: la prossima settimana, probabilmente all’interno di un decreto-legge, dovrebbe essere emanato il primo provvedimento, quello più urgente: il decreto attuativo dell’”Ape Sociale”, volto a consentire il pensionamento anticipato ai lavoratori impegnati in mansioni gravose –come macchinisti e conducenti di camion, operai edili, insegnanti delle scuole dell’infanzia, facchini, operatori ecologici.

Ape per i lavori faticosi: un nodo risolto solo a metà

L’Ape sociale o “agevolato” è rivolto a lavoratori vicini all’età pensionabile che versino in condizioni particolarmente difficili: invalidi, lavoratori che assistono un parente affetto da handicap grave, disoccupati, persone che svolgono attività pericolose o pesanti. A questi ultimi si rivolgerà il primo decreto: sarà accessibile ai lavoratori che abbiano almeno 63 anni d’età e 36 di contribuzione; ma la legge richiede che abbiano svolto l’attività faticosa in modo continuativo dal almeno sei anni. Scelta, questa, che taglia fuori una buona fetta dei lavoratori potenzialmente interessati, e in modo particolare gli edili, spesso costretti a periodi di disoccupazione.

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Il Governo ha accordato una franchigia di 12 mesi, in modo tale da estendere la misura previdenziale anche a chi abbia svolto l’attività per sei anni su sette. Un compromesso, questo, destinato a risolvere il problema solo parzialmente – il numero di lavoratori che comunque non avranno accesso al provvedimento a causa di questo requisito resta elevato – e che lascia l’amaro in bocca ai sindacati. A maggior ragione perché nessuna apertura è giunta in merito alla seconda criticità da loro sollevata: l’accesso al pensionamento anticipato per i disoccupati richiede necessariamente la disoccupazione per licenziamento, seguita dall’esaurimento delle prestazioni sociali.

Previdenza per i giovani: comincia la “fase 2”

Intanto, il tavolo tecnico di oggi ha inaugurato la “fase 2” del percorso di attuazione, quella dedicata a regolare la previdenza per giovani e donne, e affrontare i delicato tema dell’adeguamento alle previsioni di vita. Diverse le proposte sul tavolo: dalla pensione contributiva di garanzia per i giovani – una sorta di assegno minimo a cui sommare poi quello maturato in base ai contributi versati – agli incentivi alla previdenza complementare; si avvia così il confronto con il Governo sul tema dell’adeguamento della disciplina previdenziale all’attuale situazione sociale e demografica del Paese, contrassegnata da un’aspettativa di vita sempre più elevata, ma anche da carriere lavorative sempre più spesso precarie e discontinue. La prossima data in calendario è il 4 maggio: si discuterà di previdenza complementare.

Cremasca di nascita prestata alla bella città di Brescia. Ho deciso di diventare giornalista perché permettere alle persone di sapere significa renderle libere. Sono laureata in giurisprudenza, mi occupo di scartoffie giudiziarie, di attualità e di diritti