Pensioni Oggi Ultime Notizie: le Dichiarazioni di Boeri

Le ultime notize sulle pensioni dalle dichiarazioni di Boeri e Poloni

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Le ultime notizie sul fronte pensioni arrivano dal presidente dell’Inps Tito Boeri. Secondo l’economista – che dal 24 dicembre 2014 siede sulla poltrona più alta dell’Istituto – i sindacati molto spesso si trasformano in una roccaforte di privilegi, destinati alla tutela dei propri dirigenti, anziché a difendere le categorie di lavoratori più deboli.

Le Dichiarazoni di Tito Boeri a “Nemo” su Rai 2

L’annuncio arriva direttamente dagli studi di Nemo, la trasmissione del giovedì sera di Enrico Lucci: “C’è una cosa che faremo per via amministrativa. Questo fine settimana noi emaneremo una circolare, chiederemo l’approvazione al Ministero del lavoro per intervenire su un privilegio che gli ex sindacalisti si sono fino ad ora concessi: alla fine della loro carriera hanno accreditato i loro contributi – versati copiosamente a fine carriera – per rimpinguare le loro pensioni. Su questo saremo in grado di intervenire, perché è un trattamento diverso da quello riservato a tutti gli altri lavoratori“.

L’auspicio di Boeri è che i sindacati stessi possano accogliere questo provvedimento in maniera positiva, senza opporre veti, così da creare il precedente per cui i privilegi delle “caste” non sono intoccabili. Anche in tema di vitalizi, infatti, l’Inps ha avanzato delle proposte che però non sembrano essere state accolte: “Spesso i parlamentari sostengono di avere dei vitalizi proporzionati ai contributi che hanno versato. Ho chiesto loro di venire da noi per un ricalcolo contributivo. Non si è presentato nessuno“.

La risposta dei Precoci al Ministro Giuliano Poletti

Dal gruppo Facebook Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti, Rosa Poloni risponde al Ministro del lavoro Giuliano Poletti, che aveva definito “inconcepibile ed inaccettabile” quanto accaduto ad un operaio torinese, Antonio Forchione. 55 anni, da 27 lavoratore presso la Oerlikon Graziano di Rivoli, Forchione era stato licenziato per “sopravvenuta inidoneità fisica” dopo aver subìto un trapianto di fegato, ed essersi quindi assentato dal posto di lavoro per 8 mesi.

Secondo Poloni, attiva nella difesa dei #quota 41 (che avrebbero diritto ad una uscita con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, a condizione che abbiano lavorato prima dei 19 anni, per almeno 12 mesi in modo effettivo anche non continuativi), questo fatto è esemplificativo di molti altri simili, che lavoratori con decenni di mestiere al loro attivo sono costretti a subire. “Ma dove vivete? Mettete i piedi in terra – ha scritto – Ascoltateci perché ci vengono negati i più elementari diritti, noi pretendiamo il diritto alla serenità, lo pretendiamo! Lo sapete che c’è chi si vende casa perché non ha più il lavoro?“. Continua poi la militante: “Che ipocriti! Hanno eliminato l’articolo 18, approvato il Jobs act, consentito un uso criminale dei voucher ed ora gridano allo scandalo e plaudono alla solidarietà dei colleghi di quest’uomo umiliato“.