Cinema

“Porto” al Torino Film Festival 2016: Recensione

Il portoghese Porto di Gabe Klinger è il secondo film del concorso, dopo il cileno Jesus di Fernando Guzzoni. Ciò che subito cattura leggendo i titoli di testa di questo film è il fatto che tra i produttori compaia pure il nome di Jim Jarmusch, il che lo rende- a prescindere dalla qualità oggettiva del film- già uno dei papabili: un nome del genere potrebbe non lasciare indifferenti i giurati del Concorso.

Questo lungometraggio dalla durata di soli 76 minuti è prodotto da una casa di produzione che si chiama quasi come un film di Godard, Bando à parte, e non per niente ha una sequenza d’apertura molto in stile “vecchio film francese” (ma più di un film di Jacques Tati che di un autore della Nouvelle Vague). E in effetti ha la voice-off della regista belga Chantal Akerman, che può forse aver riconosciuto in questo film molto del suo modo di fare cinema.

La storia è fin troppo semplice: un americano e una francese si incontrano a Porto e consumeranno una notte che nella loro memoria durerà per tutta la vita.

Non c’è molto da dire su Porto. Non c’è molto da dire perché non c’è altro in questo semplice romance portoghese, a cui comunque non manca una buona regia ma manca tutto il resto, a partire da due personaggi forti e una storia funzionale, che in realtà riprende un po’ un altrettanto piccolo ma in fondo più riuscito romance francese, Una relazione privata, film del 1999 di Frédéric Fonteyne. Anche se qui la scrittura non è male, ha persino talvolta un che di profondo che però non viene mai sfruttato a dovere.

 

Con una durata del genere, finito il film, le uniche due cose che si riescono a ricordare sono il finale e la notte appassionata ra i due amanti protagonisti del film. A ciò va aggiunta anche una palese incoerenza formale: il formato del video cambia rispetto all’inizio ad un certo punto del film. Sulla durata invece ha forse influito la precoce scomparsa dell’interprete Anton Yelchin, il che spiegherebbe anche perché due grandi nomi come Jarmusch e Akerman abbiano sostenuto un progetto così piccolo.

https://www.newsly.it/sadie-al-torino-film-festival-2016-recensione

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Claudio Rugiero

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.
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