Puigdemont arrestato in Germania, Lunedì sarà in tribunale

L’ex presidente catalano, di ritorno in Belgio dalla Finlandia, è stato intercettato su un’autostrada dello Schleswig Holstein

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Carles Puigdemont, il leader indipendentista da 5 mesi lontano dalla Catalogna, è stato fermato su un’autostrada in Germania mentre si apprestava a tornare dalla Finlandia per recarsi in Belgio, ove risedeva oramai da 5 mesi. La polizia tedesca dopo il fermo, lo ha arrestato e condotto in carcere; la notizia subito è trapelata ed è stata diffusa, soprattutto grazie alla rete, in tutto il mondo, soprattutto in Spagna e quindi in quel di Barcellona. Proprio a Barcellona l’acquisizione di tale notizia ha permesso a comitati ed associazioni di organizzare forti manifestazioni cittadine, soprattutto sulla Rambla dove migliaia e migliaia di cittadini sono scesi a protestare in sostegno del leader indipendentista Puigdemont e di altri politici, sostenitori dell’indipendenza della Catalogna, rinviti a giudizio venerdi con l’accusa di ribellione verso lo Stato.

A causa dell’intervento della polizia contemporaneamente all’estensione del corteo anche ad altre strade della Catalogna, sono cominciati i primi scontri che hanno prodotto in totale 52 feriti ed anche tre arresti. Per le strade si chiedeva la liberazione dei prigionieri politici, si chiedeva la Libertà, si gridava il malessere verso un’Europa vergognosa, ma il risultato finale è stato solo un feroce scontro. Nel frattempo l’avvocato di Puigdemont, che nei giorni scorsi aveva dichiarato di non essere a conoscenza di dove si trovasse il leader dell’indipendeza, ha anche affermato come Puigdemont fosse totalmente consapevole del rischio che correva, viaggiando per l’Europa, internazionalizzando il conflitto in Catalogna. Lunedì intanto sarà in tribunale dove si avanzerà l’estradizione, che nonostante di norma interessi tempi brevi, qualora Puigdemont rifiutasse, la decisione potrebbe estendersi anche a 60 giorni. Molti giuristi nel frattempo si non riuniti, annunciando come il reato di ribellione non sussista in quanto nessuna rivoluzione violenta è stata promossa. Così, dopo la violenza commessa nei confronti della volontà popolare espressa il 1 ottobre dello scorso anno, ci si avvia dunque alla conclusione anche della combattuta questione colpevoli, con l’indipendenza diventua ormai sogno infranto per gran parte del popolo della Catalogna.