Recensione “Creed – Nato per combattere”: Il film con Sylvester Stallone

Recensione “Creed - Nato per combattere”: Il film con Sylvester Stallone

Era il 1976 quando Rocky esordì al cinema, portando una rivoluzione nei film di genere sportivo e consolidando la nascita dell’attore divenuto leggenda Sylverster Stallone. In quel primo capitolo assistemmo allo scontro tra l’emergente Rocky Balboa e l’imbattuto campione Apollo Creed, uno scontro intenso, ritmico e senza esclusione di colpi. Nel 2016 nato da una costola del marchio Rocky e ben quarant’anni dopo dal primo film arriva lo spin-off dedicato alle avventure del figlio di Apollo Creed, Adonis Creed, interpretato da un talentuoso, magnetico e in formissima Michael B Jordan, totalmente immedesimato nel ruolo assegnatogli, praticamente un abito disegnato appositamente per lui.

Quella del film Creed – Nato per combattere è una storia scritta con il sangue, una storia di sacrifici, di difficoltà e di rinascita, il sangue è alla base dell’opera dove le ferite sono più interiori che esteriori.

Sylverster Stallone e Michael B Jordan sul set del film Creed 2Adonis ha vissuto un’infanzia violenta, un bambino difficile che per molto tempo è stato ospite in una casa famiglia, orfano di padre e madre, sempre coinvolto in risse e altri mille problemi, viene adottato dalla vedova di Apollo, la quale lo cresce come se fosse sua madre. Dopo aver combattuto in diversi incontri non ufficiali in Messico, il ragazzo decide di seguire le orme del padre e di voler entrare anch’egli nel mondo della boxe. La macchina del tempo tra passato e presente è il personaggio di Rocky Balboa, ormai ritiratosi dalle scene e senza alcuna voglia di ritornare in quel mondo. Rocky sotto diverse pressioni di Adonis lo allenerà e ne diverrà il mentore. Quella di Sylverster Stallone è una delle sue migliori interpretazioni degli ultimi anni e della sua carriera, ci troviamo dinanzi ad un Rocky abbattuto dalla vecchiaia e dalla vita ma non dagli uomini. Il regista Ryan Coogler non crea una rivisitazione di un prodotto passato, ma bensì un progetto innovativo e che prende le distanze da ciò che c’è stato, conservando soltanto la cosa più importante, ovvero: i valori, la motivazione e la scalata al successo di uno zero a campione.

Il film si rivela originale anche per la colonna sonora, i The Roots con The Fire sono la colonna portante della visione di Adonis, la scintilla che provoca il fuoco al momento giusto, dopo mille e più fallimenti. Anche per le scene di combattimento si è passati ad un diverso approccio, il piano sequenza è molto più presente dei tagli di scena.

Unica pecca è probabilmente in 2 ore e 13 di film la scarsa caratterizzazione degli avversari del giovane Creed, tutto muscoli e niente arrosto. In conclusione Creed – Nato per combattere ha tutte le carte in regola per essere uno dei migliori film del 2016 in grado di divertire, commuovere e appassionare lo spettatore, senza mai annoiarlo.

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Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.