“Rosa Carne”, Intervista a Fiorella Corrado

In esclusiva per Newsly.it Daniela Merola, redattrice della testata giornalistica, ha intervistato Fiorella Corrado, collega bravissima, donna in carriera, giornalista che si occupa della comunicazione del Ministero dello Sviluppo Economico e autrice del libro “Rosa Carne”, tutto dedicato al mondo femminile, in tutte le sue sfaccettature. Andiamo a leggere l’intervista integrale:

  1. Cos’è per te “comunicare”?

Sarò breve, alla mia maniera: comunicare e’ fare ordine nel caos del mondo. Comunicare, cioè, e’ mettere a disposizione del proprio interlocutore una mappa che permetta l’uscita dal labirinto di informazioni da cui siamo quotidianamente inondati e dunque – comunicare- per me è semplificare, interpretare, tagliare, selezionare facendo passare il messaggio nel modo migliore e con  la massima risonanza possibile.  Questo vale per tutti gli ambiti della vita, nella comunicazione aziendale, istituzionale, e persino in amore. Lo conferma la scienza: il cervello funziona a cicli alternati. E cioè tre o quattro minuti di attenzione elevata seguiti da momenti di divagazione più o meno lunghi. Dopodiché il partner e’ “perso” per sempre…

 

2) Sei opinionista per “radio Cusano campus”, quali sono gli argomenti che tratti?

Ogni venerdì racconto l’Italia vista con gli occhi delle mamme e delle non mamme nella striscia quotidiana “Genitori si diventa”, condotta da Annalisa Colavito. Sono riflessioni sull’attualità descritte nel modo più ironico possibile: attraverso aneddoti e storie di vita quotidiana. Tuttavia ridendo e scherzando si dicono grandi verità. Se si vuole davvero sostenere la natalità perché non abbassare ad esempio prima di tutto il costo di un figlio? Pensa: tra gli acquisti in farmacia che si possono detrarre dalle nostre tasse ci sono i collari antiparassitari per i cani e non la stragrande maggioranza dei prodotti per la prima infanzia. E poi tanta gente si chiede perché sempre più donne italiane preferiscono avere accanto un cucciolo peloso al posto di un pupo…

 

3) Come credi sia cambiata la comunicazione al tempo dei social?

La rete e’ il luogo dove oramai vengono fatti tutti i giochi. E’ il solo mezzo di dialogo realmente democratico. A colpi di hashtag, blog e comunità virtuali l’internauta e’ diventato padrone. Sta tutta qui la sua forza e al tempo stesso il suo rischio: il web propaga più velocemente di quanto non faccia il virus del influenza.

 

4) Su “futuro quotidiano”hai una rubrica settimanale dove affronti tematiche che riguardano l’universo delle donne e delle mamme. Cos’è per te essere una mamma che lavora?

Hai presente il lusso di chi  in pausa pranzo se ne sta bellamente ad incipriarsi il muso da Sephora o a bere un caffè seduta al bar col collega più figo? Ecco: un tempo a me andava più o meno così. Oggi da mamma lavoratrice quei 30 minuti di pausa li uso per fare la spesa o accompagnare il pupo in piscina. La verità è che c’è stata la rivoluzione sessuale, la realizzazione professionale e c’è stata l’autonomia femminile ma poi alla fine va sempre più o meno così, i padri scaricano le responsabilità e puntualmente sono le donne a dover pensare a tutto: la scuola, la palestra, i corsi di lingua, il pediatra, i vaccini e i cambi di stagione, compresa la spazzatura dopo le dieci di ogni santissima sera.

 

5) Il tuo blog “una mamma sopra le righe”, titolo divertentissimo e vero, racconta cosa affrontano le mamme oggi, parlamene un po’.

Il messaggio di benvenuto del mio blog recita così: << Avrei giurato che la cosa più difficile dopo il parto fosse l’apertura di un passeggino. Finché un giorno non ho provato ad aprire un cavolo di Chupa Chups>>. È stato condiviso da oltre 19 Mila mamme. Ma racconto anche verità peggiori, roba che al corso preparto nessunissima ostetrica ha il coraggio di dire. Un esempio? Se una relazione da’ segni di cedimento bisogna fare qualunque cosa per salvarla, ma non un bambino ( in questo caso è omertosa perfino tua madre).

 

6) Hai da poco pubblicato per “alter ego edizioni”, che ringrazio per il libro, “rosa carne”, una raccolta di racconti brevi che parlano del mondo femminile in tutti i suoi aspetti, l’eros, l’amore, i conflitti interiori, le amicizie. Le protagoniste cercano una felicità sognata e mai realmente avuta, inseguono uomini che poi alla fine le deludono e si rivelano poco più che accessori del loro universo interiore. Quello che mi ha colpito è la forza di queste donne sempre pronte a ricominciare, parliamo allora di “rosa carne”.

Rosa Carne e’ un viaggio tra donne, scritto stando anche dalla parte del maschio. Che resta quello che è, per carità. Troppo spesso stanco, già prima di cominciare. A volte rozzo, prepotente, inadeguato ai tempi un po’ come quegli immigrati che nel nuovo mondo continuano a ragionare con la testa nel vecchio. Ma di fronte alla femmina dei nostri giorni – quella eccessiva, spesso intellettualmente superiore, a parole capace di amare ma di fatto inadeguata al minimo sacrificio, e’ possibile che ricada sempre su di lui la benché minima colpa? Le scene di Rosa Carne sono ambientate in luoghi comuni: un bagno, un ristorante, una camera disordinata. In un tentativo di entrare in profondità nel piccolo mondo delle protagoniste, riportando a galla cose che le femmine conoscono bene ma hanno paura di dire mentre i maschi non vogliono assolutamente sentire.

 

7) Il messaggio che emerge da questa raccolta al femminile?

Che la relazione e’ un peso che sempre meno donne sono disposte a sopportare. Non serve, nemmeno per avere figli.

 

8) Non posso non chiederti di questo “fertility day”e cosa ne pensi di questo fuorviante e sessista messaggio che è venuto fuori?

Non c’è scampo per noi donne. Abbiamo dovuto innanzitutto realizzarci professionalmente perché le nostre mamme per prime c’hanno detto che l’indipendenza economica e’ fondamentale ma poi quando ci siamo spinte troppo in avanti – al punto da sacrificare ogni ambizione familiare – allora siamo diventate donne senza cuore, incapaci di accudimento e soprattutto colpevoli di aver sprecato tempo senza realizzare l’unico progetto di vita per cui vale la pena nascere femmina. Io, ad esempio, lavoro tutto il giorno, ho un figlio di tre anni ed è già da quando lui aveva poco più di un mese che tutti per prima cosa mi chiedono quando arriva il secondo. Dicevo, appunto, non c’è scampo per le donne.

 

Ringrazio Fiorella Corrado per l’intervista.

 

Sono Daniela Merola, giornalista, blogger, scrittrice e presentatrice eventi culturali, sono ufficio stampa di librincircolo.it e ricominciodailibri.it, sono socia della libreria iocisto. Sono appassionata di spettacolo, teatro e editoria, amo il calcio e il tennis. La comunicazione è la mia forza, mi piace mettermi alla prova con le presentazioni e la recitazione.