Cinema

“Sadie” al Torino Film Festival 2016: Recensione

Dal TFF34 in Sezione Festa Mobile/Film Commission Torino Piemonte, l’italo-canadese Sadie di Craig Goodwill

Ogni Festival che si rispetti ha il suo film “ma che ci faccio qui”. E per il 34esimo Torino Film Festival questo film è Sadie. Girato in lingua inglese e con un cast misto, ambientato tra Torino e Parigi. Quasi tutto interni, in ville lussuose, splendide location, con costumi e fotografia strappati evidentemente ad un servizio fotografico fashion, strizzando l’occhio a Brazzers.

Torino. Sadie (Analeigh Tipton) è un’affermata scrittrice americana, autrice di romanzi erotici. Bionda come la Catherine Trammel di Sharon Stone di Basic Instinct, personaggio che l’inesistente sceneggiatura vorrebbe disperatamente riprendere. In Italia per promuovere il suo ultimo romanzo, in cui si racconta del suo rapporto col suo ex fidanzato (Jakob Cedergren). Alla presentazione dello stesso romanzo (che tra l’altro sembra anche scritto malissimo, ma forse questo è un effetto voluto) rivede “casualmente” proprio il suo ex fidanzato Alex (che poi me lo dovete spiegare quanto può essere credibile questo evento), che le ricorda i “bei tempi passati” (almeno per lui, lei fa la schizzinosa).

Pur avendo un rapporto appagante col francese Thierry (Valentin Merlet), Sadie in cuor suo (anche se il film non ha cuore) non riesce a dimenticare Alex, che la invita a passare i prossimi giorni in una lussuosa villa in compagnia di Francesca (Marta Gastini), aspirante attrice. Qui le due donne sono vittima del potere di Alex, che organizza una strana festa, a metà strada tra l’orgiastico e il massonico, il cui senso sfugge alla comprensione. Horror? Film erotico? Fantasy? Il genere di questo film è irrintracciabile.

A parte la sceneggiatura mediocre e i personaggi praticamente inesistenti, ci sono troppe domande senza risposta: cosa c’è nel passato di Sadie? (ammesso che ne abbia uno e no, non vale quello di verdure) Cos’è quella pillola che Alex somministra ripetutamente alle due donne che pare non fare alcun effetto preciso? Una mentos? Le due non si lavano i denti? Perché Francesca è rigorosamente a seno nudo per tipo tutto il film?

Per quanto pessimo possa essere (scritto male, recitato peggio e con una regia buona per un servizio fotografico), Sadie è- ahimé- un film furbo. Furbo perché anche se ti fa capire fin dall’inizio che il film non ti piacerà innesca un meccanismo che ti fa sperare almeno in un colpo di scena d’effetto che puntualmente non arriva. D’altronde, come può mai sorprendere un film che non ha assolutamente niente da dire? Da stendere un velo pietoso sulla scena che è una palese e malriuscita citazione di un dialogo di Eyes Wide Shut.

https://www.newsly.it/sully-clint-eastwood-al-festival-del-cinema-torino-recensione

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Claudio Rugiero

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.
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