Serie A 26a giornata: Top e Flop

Le squadre migliori e peggiori di questa entusiasmante domenica calcistica.

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Il campionato riprende dopo la tragica morte del capitano viola, Davide Astori. Ribaltone in testa alla classifica, ma la sorpresa arriva dalla zona salvezza dove è bagarre tra 5-6 squadre impegnate per non retrocedere in serie B.

Flop della ventiseiesima giornata

Quarto posto per l’Udinese. Andare allo Stadium, contro questa Juventus, non è facile per nessuno, ma la squadra di Oddo soffre troppo la pressione bianconera e non è veloce nemmeno nelle ripartenze. Errori grossolani in difesa, dove il rigore di Angella è abbastanza ingenuo ma evidente. Per fortuna Bizzarri para o il passivo sarebbe stato ancora peggiore. I centrocampisti non riescono a dare mai una copertura adeguata ai tre centrali e accorciare sui due giocatori più in forma di questa Juventus: Dybala e Higuain.

Terzo posto per la Lazio. La squadra di Inzaghi sta accusando una leggera flessione e un calo fisico che non è passato inosservato. Con il Cagliari soffre più del dovuto, anzi ha rischiato seriamente di perdere l’incontro se non fosse stato per il solito Ciro Immobile. I biancocelesti erano palesemente nervosi e lenti nel giro palla. Il Cagliari, seppur senza Joao Padro, è riuscito a mettere in seria difficoltà l’intera squadra rivale. L’impegno di giocare ogni tre giorni e una rosa non propriamente adeguata stanno iniziando a pesare per una Lazio che aveva giocato un girone d’andata ad altissimo livello intensivo. Capitolo a parte merita la prodezza di Immobile. Un gol così merita di essere rivisto e rivisto per capire quanto sia voluto e quanto fortuito. Per fortuna della Lazio c’è lui. Cirù c’ pinz tu?

Secondo posto per il Torino . Ok la Roma era un avversario di livello e ok la differenza tecnica s’è vista. Ma non giocarla proprio la partita è troppo. Il Torino non è mai pervenuto veramente sul terreno dell’Olimpico e questo rende complicato anche dire che ha perso con onore. Schiacciati nella metà campo dal primo minuto sino all’ultimo, i granata non hanno mai impostato una trama offensiva degna di nota in grado di spaventare Allison. Mazzarri avrebbe dovuto metterci più grinta e se questo Torino vuole sperare nell’Europa deve iniziare a vincere incontri come quello dell’Olimpico.

Primo posto per la Sampdoria. Quello che si è visto allo Scida ha dell’incredibile e a tratti sembra impossibile. Un primo tempo giocato solo dalla squadra di Zenga senza che la Doria trovasse giuste contromisure. Ogni attacco dei pitagorici sembrava un’occasione da gol. Eppure la Doria ci aveva abituato ad un gioco diverso, a soffrire si, ma il giusto. Se poi parliamo di uno scontro altamente alla portata dei blucerchiati la cosa diventa ancora più preoccupante. 4 gol che non ammettono replica, un primo tempo non giocato, un secondo tempo in cui solo Zapata sembrava dare peso all’attacco. Merito in negativo a parte per il pasticcio Viviano – Silvestre e l’autogol che poteva essere evitato, ma così non è stato.

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Top della Ventiseiesima giornata di Serie A

Quarto posto per l’Hellas Verona. Il derby è sempre una partita a se. Vale una stagione o può valere solo tre punti. In questo caso, il derby vinto dall’Hellas vale una stagione intera. Infatti è solo grazie ai veronesi che la lotta salvezza è ancora aperta e soprattutto ha tirato in ballo anche Sassuolo, Cagliari e Chievo, oltre a Crotone, Spal ed Hellas. Un destino che sembrava già scritto, ora è tutto da riscrivere e molte squadre dovranno faticare per salvarsi e rimanere nella massima serie.

Terzo posto per la Roma. Questa Roma fa davvero paura. Partita perfetta sotto tutti punti di vista. Pressing, intensità, gol, determinazione. C’era tutto in campo per la Roma. Di Francesco potrà essere soddisfatto dei suoi giocatori che stanno iniziando a rigiocare da squadra. Adesso serve l’impresa contro lo Shaktar per non vanificare un girone di Champions giocato ad altissimo livello e passato con merito.

Secondo posto per la Juventus. Sorpasso avvenuto e ringraziamenti all’Inter fatti. Nel pomeriggio di una blanda domenica la Vecchia Signora si riporta in testa alla classifica, dopo l’impresa di Wembley. La corazzata bianconera, pur non giocando un calcio spumeggiante, è solida, concreta, cinica, spietata. Entra in area di rigore con una facilità impressionante, illude il pressing avversario con un giro palla e affonda al momento giusto. Il recupero di Dybala sembra completato e il 10 bianconero sembra aver ripreso la sua costante crescita. L’unico neo se proprio vogliamo trovarlo sono i rigori. La Juventus ne ha sbagliati troppi e in Champions un rigore sbagliato può costare caro.

Primo posto per la Fiorentina e il suo numero 13. Quando si dicono le coincidenze. La viola piange il suo capitano, e a segnare è proprio Vitor Hugo con la maglia n. 31. Sono gli anni di Davide, e lui è il suo sostituto. Segna alle 13 e dal cielo cade giù un’acquazzone. Tutto riporta ad una settimana fa, quando Davide era appena scomparso e la Viola si ritrovava raccolta. Ha giocato in 12 e si è visto. Davide, dal cielo, spingeva i compagni di squadra a cercare questa vittoria importante che avvicina la Fiorentina all’Europa.

Pubblicato da Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.

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