Musica

Serpe in seno, la band di Treviso in uscita con il loro primo album

Il disco omonimo cantato in italiano comprende Giovanni Battista Guerra alla voce e moog, Simon Roberto Olivotto alla batteria e Simon Testamatta al basso. Dal primo minuto si entra nel loro cerchio conturbante che ti colpisce e ti esalta fino a farti diventare una batteria con il tuo stesso corpo perché ti arrendi al loro fascino ritmico.

“Un Castigo” il ritmo ossessivo che s’interrompe e scansiona la paura da creare. Entrare nella spirale e cercare la normalità ma il seme del male è lì che si manifesta e vuole attuare la cura medievale. Un’espiazione. L’ammissione di essere cattivi con una voce rock che non si atteggia ma sviluppa continue sfumature ora dirette e rabbiose ora più carezzevoli.

“Laudano” rimpiangere una storia d’amore con un brivido creato da uno sfrigolio, un fruscio, che diventa il ricordo da conservare. Il basso crea la parte malinconica mentre si racconta del passato. Saltare è l’unica soluzione per non sentire il suolo sotto i piedi.

“La ballata del vile” la voce cavernosa e ubriaca, disperata e piena di rabbia quasi da dietro la porta che arriva a cantare all’improvviso mettendo tutti sull’attenti e un nota solitaria e scura scandisce il ritmo del passo e non ci si ferma neanche di fronte al deserto che anzi fa alzare la voce.

“Mont-Saint-Michel” con un rifermento alla morte dell’anima che diventa terra arsa si crea un gioco di parole molto empatico. Il ritmo è come se desse degli schiaffoni con le note e la voce che gira sulle parole che fanno dei cerchi infiniti velocissimi.

“Dea del fuoco” farsi catturare dalla bellezza di una ragazza che sa essere però anche molto pericolosa. Sul ritmo incalzante che la batteria fa esplodere in corrispondenza delle parole che si rendono conto di quanta sofferenza c’è da mettere in cantiere.

Un occhio di riguardo anche per la copertina a cura di Veronica Merlo che mi sembra abbia colto l’idea di gruppo e in particolare per questo disco.

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