Politica

Silvio Berlusconi è candidabile: la decisione del Tribunale di Milano

Mentre Di Maio e Salvini, in queste ore stanno discutendo i nomi per la formazione del nuovo governo “giallo verde”, o meglio stanno trovando un accordo sul nome del futuro presidente del Consiglio dei Ministri da indicare al presidente Mattarella, arriva la notizia che Silvio Berlusconi è candidabile.

L’ex premier – come scritto dal Corriere della Sera – ha ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Milano la “riabilitazione“. Una decisione che di fatto cancella tutti gli effetti della condanna subita nell’ambito del processo sui diritti Mediaset nel 2013. Sentenza che aveva fatto scattare l’incandidabilità imposta dalla Legge Severino. Questo significa che se in questo momento si dovesse andare alle urne, Berlusconi avrebbe il diritto di presentarsi alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica.

I giudici del Tribunale di Sorveglianza, a cui si erano rivolti gli avvocati Niccolò Ghedini e Franco Coppi 12 marzo scorso, hanno deciso con un mese di anticipo rispetto al previsto. A guidarli un orientamento della Cassazione che prevede, anche in presenza di altre pendenze, la possibilità, una volta adempiute “le obbligazioni civili derivanti dal reato”, di vedersene cancellati gli effetti con la riabilitazione che estingue le pene accessorie. I giudici hanno anche tenuto conto del fatto che dopo l’espiazione della pena (4 anni di reclusione di cui 3 condonati e uno svolto ai servizi sociali con l’impegno di assistenza agli anziani 4 ore alla settimana), Berlusconi ha dato “prove effettive e costanti di buona condotta e di essersi reinserito nella comunità rispettandone le regole”. 

Silvio Berlusconi

L’articolo 179 del codice penale prevede che un condannato possa chiedere la riabilitazione tre anni dopo aver scontato la pena, nel caso in cui abbia adempiuto le obbligazioni civili derivanti dal reato e dato prove effettive e costanti di buona condotta. La riabilitazione estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, e nel caso di Berlusconi comporta quindi la decadenza degli effetti della legge Severino, che impedisce ai condannati in via definitiva di ricoprire incarichi pubblici per sei anni. La scadenza dell’interdizione sarebbe arrivata nel novembre del 2019, sei anni dopo la sua decadenza ufficiale da senatore.

Inizialmente circolavano alcuni dubbi sulla concessione della riabilitazione per la questione della buona condotta. Attualmente, bisogna ricordare, che sono in corso diversi processi a carico di Berlusconi: un filone di uno di questi, il cosiddetto “Ruby ter”, ipotizza il reato di corruzione di testimoni nel novembre del 2016, cioè nel periodo durante il quale dovrebbe essere giudicata la condotta di Berlusconi.

Sulla decisione assunta ieri dal tribunale di sorveglianza, la procura generale di Milano, dopo aver letto le motivazioni all’ordinanza con cui è stata concessa a Silvio Berlusconi la riabilitazione, avrà la possibilità di ricorrere in Cassazione. I termini sono di 15 giorni, a partire dal deposito delle motivazioni, per presentare opposizione.

I commenti del Centro Destra 

Naturale l’esultanza di Forza Italia: “Parziale giustizia a solenne ingiustizia, aspettando Strasburgo”, scrive su Twitter l’ex presidente del Senato Renato Schifani.

“Ora l’Italia potrà contare ancora di più su di noi”, è il commento di Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, affidato a Facebook.

“La notizia del provvedimento del Tribunale di Milano, che riabilita il presidente Berlusconi, non può che essere accolta con gioia e soddisfazione. Si conclude dopo cinque anni un calvario giudiziario, politico e umano che ha impedito al leader del centrodestra di essere in campo in prima persona”, è il commento di Annamaria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato.

Anche Salvini ha accolto positivamente la notizia. “Berlusconi che torna candidabile è una buona notizia per lui, e ne sono davvero felice, e soprattutto per la democrazia”, ha scritto il leader della Lega

Giorgia Meloni di Fratelli d’Itala parla di “un atto di giustizia che restituisce piena rappresentanza a milioni di elettori”.

Nessun commento, per ora, da parte di Di Maio e dal Movimento 5 Stelle.

I risvolti sulla formazione del governo

In queste ore, la domanda che molti si stanno facendo è come influirà questa novità sul comportamento di Berlusconi nei confronti delle trattative in corso tra Lega e Movimento 5 Stelle per formare un governo, al quale Forza Italia aveva concesso una “benevolenza critica”. Se effettivamente verrà formato, potrebbe perlomeno allontanare la data delle elezioni, che invece avrebbero potuto tenersi già in estate o in autunno, e alle quali Berlusconi a questo punto si sarebbe potuto candidare.

In ogni caso l’ipotesi che maggiormente circola in questo momento  è quella di Berlusconi che  potrebbe chiedere il sacrificio delle dimissioni a qualche senatore di Forza Italia e puntare sulle elezioni suppletive. In un collegio uninominale di Milano, ad esempio, è stato facilmente eletto il fedelissimo Salvatore Sciascia, manager Fininvest già alla terza legislatura, in passato processato per corruzione alla Guardia di Finanza con il cavaliere, condannato e – prima di lui – riabilitato.

 

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Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.
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