Attualità

Stati Generali dell’Informazione e dell’Editoria a Salerno

Sono partiti da Salerno gli incontri su “Gli Stati Generali dell’Informazione e dell’Editoria” , avviati dal governo Conte, con l’intenzione di rianimare un settore in crisi sistemica e l’ambizione annunciata di voler mettere mano ad una riforma a 360 gradi del sistema dell’informazione e dell’editoria.

Alla presenza del presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna, del presidente regionale dell’Ordine della Campania, Ottavio Lucarelli e del segretario del SugcClaudio Silvestri, si è ritornati a parlare del caso ‘La Città’, il giornale salernitana, e dei suoi lavoratori (giornalisti e poligrafici), licenziati in blocco più di un mese fa dai nuovi proprietari che hanno acquistato la testata giornalistica.

“Il caso del quotidiano la Città – ha detto Carlo Vernaè unico e senza precedenti. È diventato un caso nazionale. Non so come la vicenda possa andare a finire ma sicuramente non molleremo”. Un’intera redazione licenziata, una società messa in liquidazione e dopo nemmeno un mese il quotidiano è tornato in edicola con una nuova squadra e una nuova società editrice. “Siamo esterrefatti – ha continuato Verna – rispetto a questo tipo di comportamento. Una redazione chiude, si trasferisce peraltro con lo stesso direttore e su quello, poi, bisognerà fare un ragionamento più specifico e un invito anche a un ripensamento ad un professionista che resta iscritto nello stesso albo dei giornalisti nel quale siamo iscritti tutti noi”.

Il presidente regionale Ottavio Lucarelli, ha ribadito la ferma intenzione di non spegnere i riflettori sul caso della testata salernitana affermando che “questo di Salerno è un caso senza precedenti nel quale si sta superando il limite della decenza. Se qualcuno pensa di mettere il silenziatore non succederà. Non finirà così”.

Di delitto già scritto e quindi di atto premeditato, ha parlato il segretario del SugcClaudio Silvestri, il quale ha poi aggiunto: “Questo giornale era una garanzia di libertà e di democrazia per l’intero  territorio. Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio sulla vertenza della ‘Città’ di Salerno è stato assente ingiustificato. Si tratta, tra l’altro, di un’azienda della sua regione . Il Sindacato dei giornalisti porterà entro maggio agli stati generali sull’editoria – ha continuato Silvestri – una propria piattaforma di proposte condivise con i colleghi. Riforme necessarie, alcune delle quali avrebbero impedito quanto accaduto ai giornalisti della Città”. 

A rappresentare i colleghi sul palco Clemy De Maio, Cdr della società in liquidazione e segretario provinciale del Sugc a Salerno.

Anche il Consiglio comunale di Salerno ha espresso solidarietà ai colleghi licenziati e  cassintegrati, attraverso un comunicato letto dal consigliere Giovanni Lambiase durante la seduta del Consiglio comunale al Palazzo di Città .

Il Consiglio comunale esprime forte preoccupazione per quanto è avvenuto nelle scorse settimane nel mondo dell’informazione salernitana. Il 12 febbraio 2019, infatti, i giornalisti del quotidiano ‘la Città’ che rientravano al lavoro dopo 5 giorni di sciopero, proclamati in seguito alla consegna delle lettere di licenziamento a quattro colleghi, hanno trovato la redazione chiusa. 
Nel pomeriggio la società editrice del quotidiano, la Edizioni Salernitane srl – che nel novembre 2016 aveva acquisito il ramo d’azienda dal gruppo editoriale Gedi (ex L’Espresso) – ha comunicato lo scioglimento volontario e la messa in liquidazione della società stessa, la cessazione delle pubblicazioni (iniziate nel marzo 1996) e l’avvio delle procedure per il licenziamento collettivo dei 20 dipendenti (13 giornalisti, 4 poligrafici e 3 amministrativi), cosa che poi è accaduta. 
Il 2 marzo scorso ‘la Città’ è ricomparsa in edicola, edita da una nuova società, formata da persone e aziende riconducibili alle famiglie che avevano acquistato la testata dall’ex Espresso e con lo stesso direttore. Diciannove degli iniziali 20 dipendenti non sono stati riassunti finendo in cassa integrazione a zero ore. Inoltre, la sede della redazione è stata spostata da Salerno a Eboli.
Ai giornalisti, ai poligrafici e agli amministrativi cassintegrati, che questo giornale hanno fondato e fatto diventare, con grande professionalità e spirito critico, un bene comune di Salerno e della sua provincia, va la solidarietà del Consiglio comunale”.

Questo incontro  è stato anche l’occasione per poter parlare della riforma che si vorrebbe attuare, sull’ identità e la funzione costituzionale dell’informazione e dello stesso giornalista, e del pericolo reale che si possa attuare una informazione “fai da te”, decretando così la fine della mediazione culturale del giornalista tra i cittadini e i fatti da esporre. Dimenticando che compito del giornalista è quello di scavare, spiegare, e da illustrarne cause, ragioni e responsabilità, assolvendo così a un essenziale servizio democratico e garantendo soprattutto la libertà di stampa.

È bene ricordare che senza giornalisti fra i piedi e con la manipolazione delle notizie a proprio uso e consumo, i potenti controllano e distorcono fatti e misfatti, contribuendo al dilagare di fake news, bufale, pirateria informatica, hacker, di gossip e pettegolezzo di cortile, in barba ad anacronistiche autorità della comunicazione. Il deleterio principio della disintermediazione,significa ridurre la democrazia a chiacchiere in rete. La democrazia presuppone informazione di qualità e lavoro di qualità.

Alla luce di tutto ciò, alcune domande sono doverose: Sopravviverà l’Ordine dei Giornalisti che attualmente non gode di molte simpatie all’interno del Palazzo? Come sarà garantito il pluralismo informativo senza più l’apporto pubblico? Quali certezze per un futuro condiviso online/offline- rete/carta stampata con le edicole sempre più bazar e con un’opinione pubblica pilotata dentro i social? Come e quanta voglia c’è di contrastare il monopolio economico dei giganti del web, Google e bella compagnia, alla luce della recente direttiva del Parlamento europeo sul copyright online, che condanna le rapine dell’opera intellettuale, giornalistica in testa, e ribadisce il sacrosanto principio che il lavoro va pagato?

Chi scrive teme che gli «Stati Generali» arrivano quando la situazione è notevolmente compromessa. E tuttavia la speranza è sempre l’ultima a morire.

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Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.

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