Terremoto Centro Italia, 268 vittime: Domani Funerali di Stato

Terremoto 24 Agosto 2016, Nomi Vittime Arquata e Pescara del Tronto

La terra continua a tremare ad Amatrice e aumenta il bilancio delle vittime del terremoto; ora si contano 268 morti, di cui 208 ad Amatrice, 49 ad Arquata e 11 ad Accumoli. Un’altra forte scossa di magnitudo 4.8 è stata registrata nella zona di Rieti alle 6.28 di stamattina. Amatrice e, nell’Aquilano, Campotosto, Capitignano e Montereale i comuni più vicini all’epicentro. Dopo la scossa distruttiva di magnitudo 6.0 delle 3.36 di mercoledì, questa è la seconda replica di assestamento più forte dopo quella di magnitudo 5.3 nella zona di Perugia registrata sempre mercoledì alle 4.33. Le scosse di terremoto sono state 928, 57 solo dalla mezzanotte di oggi.

Dopo la scossa di questa mattina è stato chiuso il Ponte a Tre Occhi sulla strada regionale 260, importante via di accesso ad Amatrice. Anche i soccorsi, quindi avranno qualche difficoltà nel dare assistenza. Questo ponte, inoltre, era stato chiuso il 24 agosto. La Protezione civile, quindi, con esercito e vigili del Fuoco sta facendo delle verifiche per individuare vie di accesso alternative. La responsabile della Protezione civile Titti Postiglione ha riferito che i feriti passati per gli ospedali di Lazio, Umbria e Marche sono 387, ma stanno verificando quanti ancora siano ospedalizzati. Sono circa 2.100 le persone che hanno usufruito dell’assistenza allestita nei comuni coinvolti, a fronte di una disponibilità di circa 3.500 posti.
Da questa tragedia, comunque, ne deriva anche un po’ di speranza poiché il numero delle persone salvate dalle macerie sale a 238, di cui 215 salvate dai Vigili del fuoco e 23 dal Soccorso Alpino. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, giungendo al campo base della colonna mobile regionale dei Vigili del fuoco ad Arquata del Tronto ha detto: “La macchina dei soccorsi ha funzionato alla perfezione e ha compiuto un miracolo laico. Nella lotta tra uomo e natura vince sempre la natura. Evitiamo le ipocrisie, siamo un paese sismico. Se avessimo avuto inefficienze avremmo dovuto scusarci con gli italiani. Ci saranno accertamenti per verificare responsabilità, siamo tutti a lavoro ciascuno al nostro posto. Ma il sistema dei soccorsi ha retto l’urto”.

I funerali delle vittime marchigiane si terranno domani mattina, ad Ascoli Piceno in Duomo. Sarà presente, anche, il Capo dello Stato Sergio Mattarella e il capo del governo Matteo Renzi. Lo ha annunciato il presidente della Regione Marche, nella riunione con la presidente della Camera Laura Boldrini e i parlamentari delle Marche. Boldrini che, inoltre, ha spiegato: “Sarebbe stato un segnale bruttissimo se lo Stato non avesse deciso di fare un funerale collettivo e solenne per le vittime del terremoto. Le famiglie stavano già per portare via le salme invece non sarà così. Dal Governo siamo ancora in attesa di sapere chi parteciperà”. Inoltre, prima di recarsi ad Ascoli Mattarella visiterà anche alcune delle zone colpite dal terremoto, tra le quali Amatrice. Le esequie saranno celebrate alle 11,30 dal vescovo monsignor Giovanni D’Ercole nella palestra adiacente all’ospedale “Mazzoni“. Palazzo Chigi, pertanto, ha proclamato per sabato una giornata di lutto nazionale con l’esposizione di bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici dell’intero territorio italiano.

Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti ha rassicurato ad “Unomattina estate” su Raiuno: “Il governo ha stanziato 50 milioni per i paesi terremotati e non sono gli unici che stanzieremo, servono solo per gli interventi di super emergenza. Adesso bisognerà fare la conta dei danni con i sindaci e le regioni, la quantificazione e poi si interverrà con ulteriori fondi e provvedimenti. Ieri abbiamo cominciato un percorso. Questo è un investimenti per la ricostruzione e sono fondi che devono essere esclusi dal patto di stabilità e crescita che riguarda i paesi europei.” Galletti ha aggiunto che sta stamattina sarà a Firenze per incontrare il commissario all’Ambiente Karmenu Vella: “Questo è un tema che porrò anche a lui. Se vogliamo avere un territorio più sicuro questi interventi vanno esclusi dal patto si stabilità e bisogna escludere anche interventi di prevenzione per la manutenzione e la tutela del territorio. È un tema che ha tutta l’Europa”.