Terrorismo in Italia, espulso marocchino in contatto con l’attentatore di Berlino

Allarme terrorismo in Italia: è stato espulso un marocchino in contatto con l'attentatore di Berlino

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È stato espulso dall’Italia un marocchino in contatto con l’attentatore di Berlino, Anis Amri, e un altro uomo, un congolese, è stato arrestato. Questo l’esito dell’operazione antiterrorismo condotta dalla polizia di Brindisi e coordinata dalla Procura nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dalla DDA di Lecce.

L’allerta in Italia continua ad essere alta. Dopo gli ultimi avvenimenti registrati nei diversi Paesi d’Europa, il rischio che il terrorismo possa colpire la nostra Nazione c’è e l’operazione antiterrorismo condotta a Brindisi ne dà una conferma. Il congolese arrestato e il marocchino espulso infatti appartenevano a una cellula salafita di Berlino e avevano aderito all’Isis. Dalle indagini effettuate dalla polizia è emersa la totale adesione dei due all’ideologia dello Stato Islamico, in particolare sono emersi dei contatti tra Amri Soufiane, marocchino di 22 anni, e Anis Amri, autore dell’attentato di Berlino; il congolese Nkanga Lutumba aveva invece aderito all’Isis e, così come il primo, era pronto a compiere azioni violente e a sacrificarsi in nome dell’ideologia islamica.

La polizia di Brindisi ha quindi espulso dall’Italia il marocchino e arrestato il congolese, ma l’operazione antiterrorismo non si è conclusa lì: è stata infatti sgominata e neutralizzata la cellula che comprendeva undici membri grazie anche all’intervento del Servizio centrale Antiterrorismo e del Servizio di cooperazione internazionale.