The Neon Demon al Festival di Cannes: Trama e Curiosità del film

La carne e il sangue. Su questi due elementi si regge l’ultimo film di Nicolas Winding RefnThe Neon Demon, in concorso all’ultimo Festival di Cannes dopo il Prix de la mise en scène vinto nel 2011 con Drive. E su questi elementi si apre la prima immagine del film: Elle Fanning in abito color blu elettrico sensualmente stesa su un elegante divanetto di legno, immortalata in una posa mortuaria mentre perde sangue finto dal suo corpo. È il primo servizio per Jesse, la giovane modella protagonista del film, da poco arrivata a Los Angeles.

Jesse, timida e insicura ragazza di provincia, non ha grandi aspirazioni né alcun talento particolare. È solo bella. Di una bellezza arrogante, prepotente, che spinge il mondo della moda a desiderarla già alla sua prematura età di sedici anni, a patto di dichiararne diciannove. Là dove la bellezza assume i canoni di fotogenia, magrezza, eleganza, o appare valorizzata dal trucco o dal ritocchino estetico, Jesse è l’autentica incarnazione della Bellezza: non ha mai dovuto compiere alcuno sforzo per tenersi in forma ed è capace di piacere anche ad acqua e sapone. Ritratta spesso nel corso del film come la Primavera di Botticelli, spinge gli uomini a desiderarla, guardando oltre il suo lato timido e insicuro, ma anche le donne sono in grado di provare un autentico desiderio erotico per lei. Se ne accorge Ruby, la truccatrice, che bella non è, ma che con Jesse scopre di desiderare lei stessa la Bellezza, spingendo le altre modelle, che belle già sono, ad essere avide, a chiederne di più.

Accerchiata da false amiche che vogliono solo portarle via ciò che ha, Jesse capisce di dovere improvvisamente crescere. Diventa più ambiziosa, meno ingenua, più sicura. Ma in un mondo dove La bellezza non è tutto, è l’unica cosa alla Bellezza personificata non viene perdonata l’arroganza e cercheranno tutti di possederla, di assaporarla… di farla a pezzi! Letteralmente.

Nicolas Winding Refn tesse dunque un elogio sulla Bellezza, mostrandoci i risvolti oscuri di una società basata sul culto del corpo. Il corpo. La carne e il sangue sono soltanto due metonimie per un discorso sul corpo.

La Bellezza è un demone: può tutto. Perfino uccidere. Uccidere nell’animo, squarciando il corpo da dentro. Ed è così che sono le modelle di The Neon Demon: belle e letali. Per questo il regista sceglie la chiave dell’horror per la rappresentazione di questo universo.

Pur lodevole per plot e intenzioni, pur con già consolidate velleità autoriali che talvolta si lasciano andare ad un po’ di sano sperimentalismo, The Neon Demon pecca però di alcune forzature che velocizzano troppo alcuni eventi, finendo per lasciare lo spettatore un po’ disorientato di fronte ad alcuni passaggi che risultano oggettivamente troppo bruschi. Ma il vero problema è piuttosto il finale che sembra poco credibile e persino un po’ improvvisato, finendo per inghiottire gran parte del film.

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.