Cinema

“The Secret Scripture” alla Festa del Cinema di Roma: recensione del film di Jim Sheridan

Recensione del film irlandese “The Secret Scripture” in concorso nella selezione ufficiale

Lady Rose, protagonista di questo film, è un’anziana signora che vive in una casa di cura psichiatrica che sta per essere chiusa in favore di un centro benessere. Intenzionata a non voler andare via, la donna viene visitata dal dottor Stephen Grene, in modo che possa forzarla a raggiungere ospedali più qualificati per il suoi problemi mentali. Qualcosa di indefinito però colpisce Stephen, che prende a cuore la donna e si fa raccontare la storia della sua vita.

Rose custodisce tutti i suoi segreti in una vecchia bibbia usata come diario dei ricordi, e proprio a partire da questa che si snocciola il racconto. Innamoratasi nel 1942 di un soldato inglese, Rose viene additata come traditrice e ninfomane. Ingiustamente rinchiusa nella casa di cura, resterà lì per tutta la vita, dando vita ad un figlio che le sarà prontamente tolto. Il ruolo del dottor Stephen sarà fondamentale per portare ordine nella mente e nel cuore di Rose.

La storia, per quanto semplice, non soddisfa. La scrittura è molto debole e non permette allo spettatore di immedesimarsi a fondo in nessuno dei personaggi. Le emozioni vengono raccontate a parole, imposte dal commento musicale costante, ma non impresse dagli eventi, restando perciò molto in superficie. Anche le svolte e la risoluzione dell’intreccio appaiono fragili e per questo poco convincenti. Un film sentimentale che smuove poco i sentimenti.

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