Musica

Tregua è il terzo album di Felpa: Recensione

Felpa, ovvero Daniele degli Offlaga Disco Pax, esce con il suo terzo album sulla lunga distanza intitolato “Tregua” e lo presenterà il 27 aprile a Torino (Spazio211), il 28 aprile a Cavriago (RE) al Circolo Kessel e il 30 aprile al First Floor Club – Disfunzioni Oscure 8.0 a Pomigliano d’Arco (NA). Ad aprire le tre date ci saranno i Tante Anna, il duo composto dal fumettista, cantante e musicista Alessandro Baronciani e Thomas Koppen al basso, alla batteria e all’elettronica.

Dopo “Abbandono” del 2013, “Paura” del 2015 e l’EP di cover “Felpa in inglese” sempre del 2015, Daniele Carretta in arte Felpa, già negli Offlaga Disco Pax in gruppo guidato da Max Collini, torna con le sue atmosfere bucoliche e ombreggiate con “Tregua”.

Tregua è una parola pregna di significato dedicata, come tutto il disco all’amico scomparso, Enrico Fontanelli – anche lui negli Offlaga Disco Pax – venuto a mancare giovanissimo per via di un brutto male. Tregua racconta del dolore interiore, vissuto e ancora presente e spera in un momento di cessazione, di sospensione di quel dolore.

Il disco, cantato in italiano con la grazia poetica di Daniele, ci racconta degli angoli bui del proprio animo e si cerca di capire, di trovare soluzioni nuove, di provare a pensare come sarebbe andata se si fossero prese altre decisioni ma sentirsi impotenti di fronte all’altra persona che non vuole neanche immaginare come sarebbe andata. Come ad esempio accade in “Ancora”.

“Illumina” racconta di quanto può essere bello stare attenti ad ogni sfumatura, ogni particolare, prendersi cura di lei in ogni aspetto, sapendo esserci quando bisognerà esserci e sapendo lasciarla andare e aspettare. Con un finalone strumentale quasi a riprova dell’attesa.

“Onde” con la melodia della chitarra che si apre e si appoggia con delle note veloci di piano che si contrappongono creano una sorta di smarrimento. Come quando ci si trova in un posto affollato e ci si sente soli. I discorsi amorosi sono sempre complicati perché non riguardano mai solo noi stessi e anche quando lo fanno ci sono delle certezze che a volte crollano anche per noi.

Musicalmente, rispetto agli altri lavori, troviamo più tastiere ed elettronica, quindi si abbandonano le chitarre ma la melodia forte, complessa, ricca di sfumature carezzevoli, porta in alto la sua magnificenza. E le atmosfere fanno sempre pensare a paesaggi autunnali, momenti di riflessione profonda, attimi che si cercano e si assomigliano e danno una possibilità al tempo.

Grande grazia e sensibilità per la forma e la sostanza.

 

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