Economia

Unicredit taglia 18.200 posti, Ghizzoni: “Piano ambizioso e autofinanziato”

E’ stato varato in queste ore il nuovo piano di Unicredit al 2018: previsti ben 18.200 tagli in Europa, se includiamo anche la vendita della controllata in Ucraina, la società paritetica con il Santander e i fondi sulla controllata del risparmio gestito Pioneer, operazioni attraverso le quali lasceranno l’azienda circa 6mila dipendenti.

Inoltre, il gruppo perderà altri 12.200 lavoratori in virtù delle razionalizzazioni nei centri direzionali e nella rete di banca commerciale di Germania, Austria, Italia e Centro Est Europa. Per quanto riguarda il nostro paese, sono 2.700 coloro che perderanno il loro posto, come accordato con i sindacati. Se nel bilancio 2014 l’Unicredit ha guadagnato 2 miliardi di euro, nei prossimi mesi, invece, il gruppo potrà risparmiare 1,6 miliardi, con un obiettivo utile a fine piano di 5,3 miliardi.

Al termine del cda, è intervenuto ai microfoni dei giornalisti l’amministratore delegato dell’Unicredit Federico Ghizzoni, che ha descritto così il nuovo progetto: “Il piano prevede per il 2018 importanti obiettivi in termini di redditività e coefficienti patrimoniali, confermando la capacità del gruppo di generare capitale in modo organico e distribuire dividendi. E’ un piano rigoroso e serio e al tempo stesso ambizioso. Ma è soprattutto realistico, perchè si basa su azioni che dipendono dalle nostre scelte manageriali, ed è un piano totalmente autofinanziato”.

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