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Uova contaminate in Italia: casi di Fipronil in Campania, Lombardia e Marche

Altri due casi di contaminazione delle uova sarebbero stati scoperti in Italia. Ad annunciarlo i Carabinieri del Nas impegnati in questi giorni in controlli a tappeto negli allevamenti italiani. Nonostante sia difficile rimanere intossicati dal Fipronil, noto insetticida, la legge non tollera in alcun modo la presenza del prodotto in uova e derivati.

Lo scandalo scoppiato a fine luglio in Belgio e Olanda ha raggiunto anche il nostro paese. Pochi giorni fa, infatti, sono stati trovati campioni positivi all’insetticida in Campania, Lombardia e Marche. Tracce di insetticida sono state trovate anche nelle aziende di imballaggio. Anche molti derivati sarebbero stati contaminati, sotto gli occhi dei Nas anche aziende emiliane.

Nel dettaglio sono stati rilevati due campioni “non conformi” in due aziende di imballaggio e allevamento site a Benevento e Sant’Anastasia, in Campania; uova contaminate sono state invece utilizzate per realizzare omelette trovate tra i prodotti in commercio presso l’International Trade Group di Milano e distribuite dall’azienda tedesca Kagerr. A questi si aggiungono altri due casi di uova contaminate rilevate in un allevamento della provincia di Ancona, Ostra Vetere nello specifico, e anche nel Lazio.

Scandalo Fipronil, il caso olandese

Secondo una ricostruzione dei fatti, già da novembre scorso il governo olandese sarebbe stato al corrente della contaminazione di alcuni campioni. Le uova, però, non sono state ritirate dal commercio e non sarebbe stata allertata l’Unione Europea di ciò. Il caso, infatti, è propriamente scoppiato in Belgio. Le autorità locali hanno subito denunciato la contaminazione e hanno affidato la propria versione al Ministro dell’agricoltura belga. Dopo la sua audizione al Parlamento Europeo è scattata l’allerta a livello continentale.

La contaminazione è dovuta all’uso improprio di un insetticida molto diffuso ma tassativamente vietato negli allevamenti. Il Fipronil, infatti, resiste anche alla cottura e in ridotte quantità può causare nausea e dolori intestinali. Per ora nessun caso mortale è stato registrato.

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Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia e Culture Globali presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.
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