Vaccini e Scuola. “Farmacia front-office del percorso vaccinale”, polemica in Campania.

Caos vaccini in Campania: parla il dott. Iorio.

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E’ corsa ai vaccini e ai certificati vaccinali in questo periodo di riapertura delle scuole, nonostante il decreto del Ministero della Salute preveda il canale delle farmacie come ufficiale nelle attività di informazione e prenotazione, le ASL campane sembrano ignorare ciò e ad intervenire è stato il sindacato delle farmacie attraverso il suo Presidente, Michele Di Iorio, che ha inviato numerosi solleciti alle ASL del napoletano e alla Regione Campania stessa, per cercare di creare una sinergia fra presidi a vantaggio del cittadino.

Caos vaccini

Il tema dei vaccini è quanto mai caldo in questa estate/ autunno, acuito ancor di più dall’ inizio dell’anno scolastico nel nostro paese. Si sono giù verificati i primi casi di problemi nell’attuazione del decreto in molte scuole, è noto il caso di Roma in cui su 263 alunni ben 87 non erano a posto con la documentazione. Attenzione, questo non vuol dire che 87 bambini su 263 non fossero vaccinati, bensì che i genitori probabilmente non hanno fatto in tempo a fornirsi di tutte le attestazioni necessarie da presentare alla scuola obbligatoriamente entro l’11 settembre (giorno di apertura di molti istituiti italiani) con un decreto legge entrato in vigore solo il 31 luglio.

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Come risolvere il problema?

Questo da cosa può dipendere? Beh prima di decidere di chi è la responsabilità di tutta questa confusione bisogna chiarire che le parti coinvolte sono molteplici. Le famiglie, le scuole, i Ministeri della Salute e della Pubblica Istruzione, le ASL, le Regioni, i mass media. Come potete ben capire la situazione è più complicata del semplicistico “vax e anti-vax ( o no-vax come dir si voglia)”. Ma andiamo per ordine: primavera italiana, incremento di morti per morbillo, ritorno di malattie debellate come la difterite e urgenza di correre ai ripari. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin con un lavoro lungo e accurato prepara un decreto legge, convertito in legge il 31 agosto 2017, in cui vengono elencati i vaccini obbligatori per ogni bambino dai 0 ai 16 anni e la loro obbligatorietà certificata per l’ammissione a scuola,  con documentazione (da richiedere presso le Asl di competenza, i centri vaccinali sul territorio o tramite autocertificazione come ammortizzatore in caso di lunghe liste di attesa in uno di questi presidi). Si profila così il ruolo del Ministero dell’Istruzione che deve farsi da garante della salute dei bambini assicurando un habitat vaccinale adeguato e delle ASL territoriali quali erogatori di tali certificati e dei vaccini stessi. E le farmacie? Non sono esse stesse sede di tutela della salute pubblica?
Proprio in merito alla funzione delle farmacie in questa intricata situazione sentiamo Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Napoli, già autore e promotore di numerosi solleciti inviati nei confronti delle ASL NA 1 – NA 2 e NA 3, come da noi riferito in precedenza.

L’intervista al dott. Iorio presidente di Federfarma Napoli

Dottor Di Iorio, da cosa nasce questa urgenza di vaccinare i nostri ragazzi, tanto da renderlo obbligatorio per legge?
Innanzitutto mi preme ricordare che i vaccini sono il risultato di una attentissima e severissima  ricerca scientifica,  grazie ad essi una serie di patologie sono state debellate, altre sono in via di scomparsa; grazie ai vaccini l’età media si è allungata ed anche le forme invalidanti di queste patologie – mi riferisco ad esempio alla polio – non hanno più una ricaduta sociale ed economica sul soggetto prima e sulla comunità poi.

Da cosa nasce questa propaganda anti vaccino?
Esiste una cultura antivaccino, determinata più da messaggi incontrollati apparsi sui media: ogni prodotto che si ingerisce e si  inocula può avere senz’altro delle controindicazioni, al pari del cibo. In verità questa cultura esiste, ma è molto meno diffusa di quanto si possa pensare, però fa molto più rumore la sua notizia di quanto merita, soprattutto a causa dei social che lanciano spesso messaggi allarmistici in questo ed in altri campi, non controllati, non firmati e soprattutto non qualificati.

Dunque dottore cosa ci sta dicendo: i genitori devono vaccinare i figli?
Certamente sì, anzi con estremo ritardo è uscito finalmente un decreto legge estremamente organico sulle procedure ed obblighi vaccinali che fa dell’Italia un Paese unito almeno nella prevenzione di alcune patologie, le regioni così su questo fronte non hanno confini.
I vaccini possono fare male?
E’ innegabile, ma sono rarissimi i casi di intolleranze ma assolutamente non tali e tanti da poter giustificare il genitore da scegliere la strada della omessa vaccinazione. Il ministro della salute si è impegnato pesantemente arrivando ad emanare un decreto – attualmente già operativo – che individua le farmacie come front office della diffusione dei percorsi vaccinali ed il farmacista come modulatore di una presa di coscienza da parte dei cittadini. Questo è un lavoro che i farmacisti accettano di buon grado, non genera costi per la struttura ma è l’impegno quotidiano del farmacista di prendersi cura di milioni di fruitori che frequentano ogni giorno le farmacie italiane, individuando nel farmacista un competente della salute.

Presidente ci ha così addentrati nel focus della questione: il Ministero coinvolge a pieno titolo in maniera esplicita le farmacie nella campagna vaccinale, le farmacie rispondono presente, il gap dove pensa vada collocato?
In una errata, se non inesistente comunicazione fra le varie istituzioni del territorio. In data 7 agosto ho inviato un primo sollecito sia al Presidente De Luca che ai Presidenti delle varie ASL di Napoli, in cui portavo queste istituzioni a conoscenza del provvedimento di Federfarma Nazionale del rendersi promotore di informazioni sui nuovi provvedimenti in materia di vaccini (contenuti nel decreto della Lorenzin) e presidi di prenotazioni di questi nei vari centri vaccinali, senza ottenere alcuna risposta. Adesso l’anno scolastico è iniziato e si è verificato il caos tanto temuto. A questo punto partirei dalle parole del Presidente De Luca pronunciate durante il convegno in materia di diabetologia e infanzia la settimana scorsa, in cui ammette la situazione di arretratezza della Regione e la mancanza di una “anagrafe vaccinale regionale” che gli possa permettere di avere un quadro chiaro della situazione e ribatterei dicendo che esiste però una “anagrafe in ogni singola ASL”. Perchè queste due istituzioni non comunicano fra di loro? Adesso senza fare polemica, ho inviato una nuova comunicazioni agli stessi mittenti in cui chiedo – a nome delle 800 farmacie che rappresento –  di conoscere quali siano le indicazioni regionali ed aziendali inerenti la condivisione della campagna informativa rivolta ai cittadini. Risulterebbe, infatti, inopportuna la diffusione di messaggi che potrebbero non trovare riscontro nella operatività dei centri vaccinali delle aziende, ribadendo la disponibilità dei titolari di farmacia di Napoli e provincia a collaborare, in attesa di indicazioni.

A quale messaggio affida la conclusione di questa nostra intervista?
La sanità in Campania è molto meglio di quanto venga percepita dai cittadini. Questa cattiva percezione dipende dal fatto che le ASL non sono abituate – pur gestendo il territorio – a comunicare opportunamente  con il territorio stesso. La farmacia è il valore aggiunto per questa comunicazione.