Attualità

Veglia di Natale in Vaticano 2018: la messa di Papa Francesco

Si è celebrata nella Basilica Vaticana, la Santa Messa della Notte nella Solennità del Natale del Signore 2018, presieduta dal Santo Papa Francesco. Una celebrazione sempre emozionante e partecipata anche all’esterno della basilica vaticana dove per l’occasione sono stati allestiti alcuni maxischermi. Nel corso dell’omelia sono stati ben due i punti focali trattati da Papa Francesco: l’avidità dell’uomo ed il valore dell’attesa, temi abbastanza attuali.

L’omelia

Il Vangelo annunciato in questa notte santa è quello dell’evangelista Luca il quale ricorda il momento in cui Giuseppe e Maria salirono a Betlemme, la salita verso quest’ultima, serve a scoprire il mistero del Natale. Due i temi che Papa Francesco ha voluto trattare: l’avidità dell’uomo che da sempre cerca di accaparrarsi tutto per se ed il valore dell’attesa, valore che i pastori dimostrarono di avere.

Forti le parole di Papa Francesco durante l’omelia il quale, parlando dell’avidità dell’uomo ha posto alcune domande:

Natività
La Natività

“qual è il cibo della mia vita, di cui non posso fare a meno? È il Signore o è altro? Poi, entrando nella grotta, scorgendo nella tenera povertà del Bambino una nuova fragranza di vita, quella della semplicità, chiediamoci: ho davvero bisogno di molte cose, di ricette complicate per vivere? Riesco a fare a meno di tanti contorni superflui, per scegliere una vita più semplice?”. Esistono risposte a questi quesiti posti dal Pontefice ? Ovviamente si, e vanno ricercate a: “Betlemme, accanto a Gesù, vediamo gente che ha camminato, come Maria, Giuseppe e i pastori. Gesù è il Pane del cammino. Non gradisce digestioni pigre, lunghe e sedentarie, ma chiede di alzarsi svelti da tavola per servire, come pani spezzati per gli altri”. Si sente l’eco del vangelo ma anche il puntare il dito contro le disuguaglianze e diversità, temi che il Papa sente particolarmente, dunque domande che scuotono e che fanno pensare.

Altro valore è quello dell’attesa. Gesù che sta nascendo non lo si può attendere dormendo, i pastori in quella fredda notte non dormivano, attendevano. Per tal motivo afferma Papa Francesco: “Attendere svegli, andare, rischiare, raccontare la bellezza: sono gesti di amore. Il buon Pastore, che a Natale viene per dare la vita alle pecore, a Pasqua rivolgerà a Pietro e, attraverso di lui a tutti noi, la domanda finale: «Mi ami?» (Gv 21,15). Dalla risposta dipenderà il futuro del gregge. Stanotte siamo chiamati a rispondere, a dirgli anche noi: “Ti amo”. La risposta di ciascuno è essenziale per il gregge intero”.

Il valore del Natale

Quando si parla del Natale, si pensa subito a quel periodo di falsa gioia, una gioia temporanea che si manifesta solo in quei giorni festivi, si pensa all’albero, ai regali, alle luci ed anche il presepe. Ma per un credente, Natale non è solo fare il presepe ma è fare testimonianza della grande gioia spirituale che si esterna e si manifesta. Papa Francesco però ha voluto fare un dono molto bello, ha donato un ambulatorio per tutti coloro che non possono permettersi di andare dal medico. L’ambulatorio è nato accanto alle docce ed al salone del barbiere installati negli scorsi anni per i numerosi senza tetto, un segno che invita tutti a riflettere ad impegnare una parte del proprio tempo per aiutare i bisognosi.

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Giovanni Azzara

Studente in Teologia, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell'arte in generale. Il mio sogno ? Diventare vaticanista! Twitter: @Azzarag91

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