Veglia Pasquale 2017 in Vaticano: l’Omelia di Papa Francesco

L'omelia di Papa Francesco durante la veglia Pasquale in Vaticano

Anno Santo Straordinario, Papa Francesco: “Dedicato alla Misericordia”

Alle 20:30 di questa sera, si è svolta in Vaticano la Veglia di Pasqua nella Notte Santa, la celebrazione è stata presieduta dal Santo Padre Francesco alla presenza del clero romano e dei fedeli intervenuti. La basilica vaticana, in penombra, ha fatto da sfondo mistico alla celebrazione, iniziata con puntualità e in religioso silenzio. A dare il via alla celebrazione è stato il diacono che ha proclamato il Preconio Pasquale ovvero l’Exultet, il quale ha annunciato che Gesù Cristo ha vinto la morte ed è risorto.

L’OMELIA DI PAPA FRANCESCO

Papa Francesco ha subito citato il passo evangelico che racconta il momento nel quale le donne, Maria la Madre di Gesù e Maria di Magdala, si recarono al Sepolcro e ha spiegato il loro stato d’animo: “Avevano il tipico passo di chi va al cimitero, stanco, di chi non si convince che tutto sia finito, possiamo immaginare i loro volti, come può essere che l’uomo sia morto? Due donne capaci di non fuggire, di resistere, di affrontare la vita così come si presenta e di accettare che tutto debba sempre finire così. Se facciamo uno sforzo possiamo trovare nel volto di quelle donne, tante nonne, bambini che hanno subito e subiscono tanta disumana ingiustizia, vediamo riflesso in loro, il dolore di tanti, il dolore per lo sfruttamento e la tratta, i volti di chi sperimentano e sono immigrati essi riflettono i volti di madri che piangono per i figli  che a causa della corruzione la burocrazia sterile e paralizzante che non permette che le cose cambino, hanno il volto di coloro che vedono crocifissa la dignità”.

“USCIRE DAL SEPOLCRO” 

Il Santo Padre Francesco ha poi continuato, parlando dei sepolcri che anestetizzano gli uomini e non permettono di avere speranza: “Il nostro cuore sa che le cose possono essere diverse ma quasi senza cose possiamo imparare a vivere con il sepolcro, possiamo conviverci che questa è la legge della vita anestetizzando la speranza posta da Dio nelle nostre mani e il nostro andare è come queste donne, non muore solo il maestro, con lui muore la nostra speranza”. “Il cuore”, Papa Francesco ha toccato nuovamente questo punto importante della vita del cristiano, specialmente in questa Notte Santa, il nostro cuore deve tornare a palpitare più forte e più forte ancora ed è questo che il Pontefice ci invita a fare: “Questa notte ci chiama ad avvisare il Palpito del Risorto, Cristo vive! Ognuno di noi è entrato nel proprio sepolcro, vi invito ad uscire, andiamo! Andiamo in tutti quei luoghi dove il sepolcro sembra aver avuto la meglio, il Signore è vivo e vuole risorgere in tanti volti che hanno perso la speranza! Se non siamo capaci, allora non siamo cristiani, andiamo, lasciamoci sorprendere da questa alba diversa, lasciamo che il suo amore muova i nostri passi e il suo cuore trasformi il nostro debole palpito”. 

DOPO L’OMELIA 

Al termine dell’omelia il Pontefice ha battezzato 11 ragazzi di diverse nazionalità per poi continuare la celebrazione cambiando il suo volto. Sul volto del Pontefice si è notato un riverbero di felicità ma anche di apprensione per il male che affligge il mondo ai giorni d’oggi, ma la speranza che sta infondendo nei cuori di tutti gli uomini è una fiamma di gioia in questo modo che gira vorticosamente senza freni. Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato stamani, gli auguri pasquali al Santo Padre, aggiungendo gli auguri per l’onomastico con il seguente messaggio: “In attesa di accoglierLa prossimamente al Quirinale, Le rinnovo l’espressione dei miei sentimenti di amicizia e di profonda considerazione per la sua alta missione apostolica, uniti agli auguri di tutti gli italiani per la Santa Pasqua e per la fausta ricorrenza del suo onomastico, ormai prossimo”.  Santa Pasqua a tutti.

Laureando in Scienze Religiose, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell'arte in generale. Il mio sogno ? Diventare vaticanista!