“Vestire gli ignudi” a Roma: trama e date della tragedia di Pirandello

Al teatro Arcobaleno di Roma arriva la tragedia pirandelliana ''Vestire gli ignudi''.

Dal primo al dieci dicembre al teatro Arcobaleno di Roma andrà in scena la tragedia di Pirandello “Vestire gli ignudi”.

Sul palcoscenico di alterneranno Silvia Siravo, Aldo Vinci, Maurizio Palladino, Giovanni Carta, Debora Mattiello, e Filippo Velardi per la regia di Giuseppe Argirò.

La tragedia pirandelliana

La tragedia pirandelliana è del 1922 ma, come tutti i testi dello scrittore agrigentino, è immortale. All’interno del testo troviamo la tematica dello stupro, la violenza, il suicidio, l’odio e le etichette che puntualmente le donne subiscono dopo aver vissuto il trauma della violenza. Il dramma è la storia di chi sentendosi nudo agli occhi della società, giudicando se stesso insignificante perché il mondo circostante e giudicante attacca al protagonista l’etichetta dell’inutilità, si riveste dei panni che gli altri gli fanno indossare, qualsiasi vistito, purché copra la realtà.

La trama

Nel testo si racconta la storia di Ersilia che sentendosi niente, per essere qualcosa, per essere parte del mondo, accetta di essere quella che gli altri hanno voluto che fosse.

Quando era governante in casa del console Grotti, la giovane Ersilia si era fidanzata con il tenente di vascello Franco Laspiga che però la lascerà. Il console approfitterà del suo stato d’animo per approfittare sesualmente della donna. Nello stesso momento la figlia del console sale su una sedia e precipita da una terrazza morendo. La madre della bambina licenzierà Ersilia che si ritrova in strada, ossessionata dal rimorso per la morte della bimba, e, quasi per allontanare questo ricordo, si concede al primo passante e poi decide d’avvelenarsi.

Ricoverata in ospedale, sicura di morire, vuole lasciare di sé un ricordo meno disonorevole della realtà e racconta di essersi avvelenata perché abbandonata dal suo fidanzato e la sua storia finisce sul giornale locale.

Il tenente di vascello Laspiga , leggendo la notizia di Erisilia ritorna dalla donna ma, in paese, le voci di lei e della relazione con il console e della successiva morte della bambina si susseguono. Dengrata ancora una volta dal suo amore Ersilia si uccide decidendo questa volta di restare nuda.

Silvestra Sorbera, classe 1983, piemontese di origini siciliane, è una giornalista e autrice di racconti e romanzi. Ha pubblicato nel 2009 “La prima indagine del Commissario Livia” e a maggio del 2016 la seconda indagine dal titolo “I fiori rubati” con la casa editrice LazyBOOK.
Nel 2013 ha realizzato la favola per bambini “Simone e la rana”, e il saggio letterario – cinematografico “La forma dell’acqua. Camilleri tra letteratura e fiction”. Nel 2014 pubblica con la casa editrice LazyBOOK i racconti “Vita da sfollati” e a seguire “Sicilia” e “La guerra di Piera” e a dicembre 2016 il romanzo autobiografico “Diario per mio figlio”.
A giugno 2016 con la casa editrice PortoSeguo il romanzo “Sono qui per l’amore”. Nel 2017 pubblica il racconto lungo new adult “Un amore tra gli scogli” e la favola “Simone e la rana. Viaggio nel castello stregato”.