Cinema

Vetar (Wind) di Tamara Drakulic al Torino Film Festival 2016: Recensione

Nel 2014, la regista serba Tamara Drakulic era in gara nella sezione Onde con il suo documentario Okean. Quest’anno ritorna in concorso con un lungometraggio dalla durata di soli settanta minuti intitolato Vetar (Wind), un film che sembra aver lasciato il pubblico alquanto perplesso. Il film è girato con una camera e una scrittura che sembrano strappati al cinema di Eric Rohmer.

  • Trama

Interamente ambientato in uno stabilimento balneare, Vetar è una storia di crescita imminente, che coglie i germi dell’entrata nella fase adolescenziale. Mina è una giovane adolescente orfana di madre, molto diversa dalle sue coetanee. Mina è in vacanza col padre in una spiaggia in Montenegro. I due trascorrono le loro giornate perlopiù insieme cercando di saldare un rapporto non proprio idilliaco.

Mina è isolata e annoiata e il padre vorrebbe vederla socializzare, stupendosi che una ragazza della sua età non sembri attratta da Sasa, il muscoloso surfista della spiaggia. Mina dichiara di avere gusti più borghesi. Tuttavia, lo spazio dello stabilimento è piuttosto ristretto e Mina finirà per socializzare proprio con Sasa, mostrandosi invece piuttosto chiusa con Sonja, la fidanzata di Sasa.

  • Recensione

L’adolescenza è una fase cruciale e necessaria e prima o poi arriva per tutti. Resistere non serve a niente. Questo sembra essere il senso del film di Tamara Drakulic. La regista sceglie di mettere alla prova la sua protagonista inserendola nel bel mezzo della natura selvaggia. La spiaggia come luogo proibito, da una parte il lato surfisti e dall’altra la spiaggia nudisti, come si vede in certi reality-show oggi molto in voga, in cui delle coppie vengono messi alla prova da dei tentatori.

Gli stessi personaggi di Sasa e Sonja, che sembrano essere Adamo ed Eva, sono di una sensualità selvaggia: lui muscoloso e con i capelli lunghi sempre intento ad allenarsi, lei bellissima e sempre nuda e a suo agio con il proprio corpo. Vetar ha un senso molto chiaro, ma ha un finale troppo frettoloso e difficile da cogliere e la brevità del film certo non aiuta.

https://www.newsly.it/figli-della-notte-andrea-de-sica-al-torino-film-festival-2016-recensione

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Claudio Rugiero

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.
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